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Aree sorgive: richiesta di misure compensative per i Comuni delle Aree Interne

Aree sorgive: richiesta di misure compensative per i Comuni delle Aree Interne

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E’ stata presentata lo scorso 30 maggio la posizione di Anci Toscana che riconosce il ruolo essenziale dei territori che sono fonte di approvvigionamento idrico e che propone misure compensative.

I contenuti e le proposte sono state illustrate durante la seduta della Commissione Istituzionale per il sostegno, valorizzazione e promozione delle Aree Interne del Consiglio Regionale della Toscana, dai Sindaci Federico Balocchi del Comune di Santa Fiora e Raffaella Mariani di San Romano in Garfagnana. 

“A fronte dei molteplici vincoli a cui siamo sottoposti come aree sorgive” - esordisce il sindaco Balocchi - “che limitano fortemente lo sviluppo delle nostre aree, chiediamo un riconoscimento in relazione all’utilizzo della risorsa idrica proveniente dai nostri territori, che va in gran parte a beneficio delle aree a valle e delle città”. Molti sono i vincoli sofferti dalle aree sorgive che sono stati citati dal Sindaco, da quelli di carattere urbanistico, allo sfruttamento limitato delle acque nel settore agricolo, a forti limitazioni di carattere paesaggistico e idrogeologico. “Le risorse economiche possono essere raccolte attraverso un prelievo aggiuntivo sulla tariffa dell’acqua, che per l'utente finale abbia un carattere poco più che simbolico ma di grande utilità per le comunità beneficiarie - continua il Sindaco - e dovranno essere a nostro avviso destinate specificatamente a migliorare i servizi e la valorizzazione del territorio che ospita e custodisce questa inestimabile ricchezza naturale e ambientale”.

“La nostra proposta - prosegue la Sindaca Mariani - è saldamente ancorata alla legge nazionale 221/2015 in materia di green economy e di contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali. L’articolo 70 della legge introduce la delega al Governo per l’introduzione di sistemi di remunerazione dei servizi ecosistemici ed ambientali di cui siano beneficiari finali i Comuni, le loro Unioni, le Aree protette. In attesa del legislatore nazionale, le Regioni possono avviare politiche virtuose nel rispetto dei principi fissati dalla normativa. La tutela e la regimazione delle acque superficiali producono anche benefici effetti a contrasto del dissesto idrogeologico e del rischio idraulico così elevati nelle aree montane ma molto pericolosi per quelle urbanizzate come testimoniano i recenti eventi alluvionali. Confrontare i costi della difesa del suolo e della ricostruzione, conseguente a gravi eventi alluvionali, con quelli da impiegare nel preservare la risorsa e nella sua incentivazione, farà senz’altro valutare quanto sia importante investire nella prevenzione e in progetti innovativi".

“I tempi sono maturi - continua la Sindaca di San Romano in Garfagnana - e il cambiamento climatico in atto, che sta drasticamente riducendo, tra le altre cose, la disponibilità della risorsa idrica, può certamente fungere da accelerazione di un processo normativo teso ad assicurare la creazione di un fondo destinato alla salvaguardia delle comunità produttrici di acqua”. “E’ anche tempo - riconoscono i Sindaci - di garantire nel concreto quel principio di solidarietà tra i Comuni spesso invocato. Il presidio delle zone montane, con le ormai conosciute difficoltà sofferte dalla popolazione residente sopratutto in termini di minore occupazione e limitati servizi, assicura a tutti acqua pulita, aria più respirabile, approvvigionamento alimentare e molto altro ancora. Chiediamo a questo punto che questi servizi siano riconosciuti e che le limitazioni sofferte siano compensate”. 

Anci Toscana, attraverso le proprie strutture tra le quali Anci Toscana Montagna, grazie alla collaborazione con Regione Toscana e con le Università di Pisa e di Firenze, è da tempo impegnata nella realizzazione di un percorso di ricerca sul tema dei servizi ecosistemici su tre Unioni di Comuni, anche sulla scorta delle indicazioni emerse durante gli Stati Generali della Montagna del 2021, nei quali i servizi Ecosistemici sono stati appunto individuati quale strumento sia di preservazione della biodiversità che di sviluppo locale.

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