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Spese per sedi giudiziarie, il Tar blocca iter dei rimborsi ai Comuni
18 Set

Spese per sedi giudiziarie, il Tar blocca iter dei rimborsi ai Comuni

La scadenza era fissata al 30 settembre. La nota esplicativa Anci

Si riapre, proprio mentre sembrava avviata alla definizione, la storia infinita dei rimborsi statali per le spese di funzionamento dei tribunali anticipate fino al 2015 dai Comuni, e mai compensate dal ministero della Giustizia.

A fermare il meccanismo rimborsi forfettari previsti per i Comuni interessati in quanto sedi di uffici giudiziari è l'ordinanza n. 4809/2017 del Tar Lazio, che sospende il decreto di Palazzo Chigi di marzo con cui si era avviaIn pratica, la manovra dell'anno scorso e il decreto attuativo mettevano a disposizione 300 milioni; entro il 30 settembre i sindaci avrebbero dovuto presentare la richiesta per accedere ai fondi, che sarebbero stati distribuiti in proporzione ai buchi di ogni ente e rateizzati in 30 anni. La cifra però non è mai stata digerita dagli amministratori, che parlano di arretrati da 700 milioni anziché 300 e hanno ingaggiato battaglia.

Di qui il ricorso presentato da Ascoli Piceno, così come da altre città come Torino e Bologna, che ha prodotto la sospensiva. Per chiedere i rimborsi, infatti, i comuni avrebbero dovuto rinunciare entro fine mese a ogni contenzioso sul tema: clausola che il Tar giudica lesiva dei diritti di difesa. Il giudizio di merito arriverà a luglio 2018, ma la partita politica in vista della manovra si riaccenderà a brevissimo.

Pubblichiamo inoltre la nota Anci sul rimborso delle spese sostenute dai Comuni per il funzionamento degli uffici giudiziari. Pubblichiamo inoltre l’ordinanza del 15 settembre del Tar Lazio e la circolare del ministero della Giustizia.

(da Quotidiano Enti locali)