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Educazione come materia di studio, via alla procedura di raccolta firme
15 Giu

Educazione come materia di studio, via alla procedura di raccolta firme

Depositata in Cassazione la proposta di legge nata a Firenze e fatta propria da Anci 

È partita da Firenze ed è arrivata a Roma la proposta di legge di iniziativa popolare  per introdurre un’ora alla settimana di educazione alla cittadinanza nelle scuole italiane, idea nata per volontà del sindaco di Firenze Dario Nardella e della vicesindaca e assessore all'istruzione Cristina Giachi, e condivisa da molti sindaci nell’ambito di un lavoro di coordinamento dell’Anci. L'iniziativa prevede che l'educazione alla cittadinanza divenga disciplina autonoma con propria valutazione, nei curricula e nei piani di studio di ogni ordine e grado. La proposta di legge è stata portata ieri in Corte di Cassazione, avviando così la procedura di raccolta, in tutto il territorio nazionale, delle 50mila firme necessarie per il deposito ufficiale della legge in Parlamento. La durata della campagna di raccolta è di centottanta giorni (6 mesi). 
Ad adempiere all’atto formale oltre al sindaco Nardella e alla vicesindaca Giachi, molti sindaci e amministratori di varie città italiane, che hanno voluto così rappresentare il loro sostegno. Della delegazione hanno fatto parte il sindaco di Empoli Brenda Barnini, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il sindaco di Mantova Mattia Palazzi, il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, il sindaco di Valdengo (Biella) Roberto Pella, il sindaco di Cerignale e coordinatore nazionale Anci piccoli Comuni Massimo Castelli, i vicesindaci di Bologna Marilena Pillati e di Gessopalena (Chieti) Mario Zulli e l’assessore alla Cultura del Comune di Casnate con Bernate (Como) Maria Grazia Sassi.