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Mutui enti locali, il 23 ottobre scadenza per la rinegoziazione
19 Set

Mutui enti locali, il 23 ottobre scadenza per la rinegoziazione

In Gazzetta Ufficiale il decreto del Mef con criteri e modalità. I dati sui Comuni toscani

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (G.U. Serie Generale n. 218 del 17-09-2019) il decreto 30 agosto 2019 del Ministero dell’economia e delle finanze contenente i criteri e le modalità per la rinegoziazione dei mutui di Comuni, Province e Città metropolitane rimasti nella titolarità del Mef e formalmente gestiti dalla Cassa depositi e prestiti, prevista dall’art. 1, commi da 961 a 964, della legge di bilancio 2019. La scedenza è il 23 ottobre prossimo. 
Diversamente dalle tradizionali rinegoziazioni basate sul principio dell’equivalenza finanziaria, l’operazione deve assicurare l’effettiva riduzione del valore finanziario delle passività totali. La rinegoziazione riguarderà, infatti, i mutui per i quali il tasso di interesse dei nuovi piani di ammortamento previsto dal DM risulti inferiore a quello dei piani di ammortamento originari, ferme restando i requisiti per l’ammissione alla rinegoziazione già previsti dal comma 962.
Sul sito Cdp sono disponibili il testo del decreto 30 agosto 2019 del Ministero dell’economia e delle finanze contenente i criteri e le modalità per la rinegoziazione dei mutui di Comuni, Province e Città metropolitane, l’elenco dettagliato delle singole posizioni rinegoziabili per ciascun ente e lo schema di contratto che gli enti dovranno sottoscrivere con Cdp.

Per quanto riguarda i Comuni toscani, al 1° gennaio scorso il debito residuo ammonta a 43 milioini e 774mila euro; mentre la media dei tassi applicati è al 4,6%.  Qui l'elenco Comune per Comune (elaborazione AnciToscana).
La misura va incontro all’esigenza da tempo rappresentata dall’Anci di pervenire a soluzioni che alleggeriscano gli oneri da rimborso prestiti che gravano sui Comuni a causa di interessi oltremodo onerosi e non più coerenti con i valori attuali di mercato. Poiché, tuttavia, l’operazione in questione investe una quota piuttosto limitata dello stock di debito comunale, permane l’esigenza di un intervento più radicale e generalizzato di ristrutturazione del debito del comparto che consenta di liberare importanti risorse per i servizi e gli investimenti. L’Anci auspica pertanto un sollecito riavvio del confronto sul tema e che interventi idonei possano trovare spazio già nella prossima legge di bilancio.