Una giornata per capire come migliorare i trasporti nelle aree montane, quali soluzioni di integrazione sono possibili, quale può essere il ruolo delle nuove tecnologie e che tipo di politiche possono concretamente sostenere la mobilità in montagna. Di questo si è discusso ad Abbadia San Salvatore nella tappa odierna del percorso “Viandante con trasporto”, organizzato da Anci Toscana con la Regione.
Molti i sindaci e gli amministratori presenti, che hanno illustrato criticità e proposte per migliorare la mobilità in territori dove spostarsi è spesso molto difficile. “L’Amiata fu definita da Badre Balducci ‘un’isola sulla terraferma’: lo è tutt’oggi – ha esordito il sindaco di Abbadia Federico Tondi - Finalmente si è aperto un focus specifico sul problema dell’isolamento, e qui più che altrove è necessario trovare forme di flessibilità fra i vari comparti della mobilità”. “Il tema del trasporto pubblico nelle aree a domanda debole resta una delle questioni prioritarie per la Consulta della Montagna di Anci Toscana da qui ai prossimi anni – ha ribadito poi Luca Marmo, sindaco di san Marcello Piteglio e coordinatore della stessa Consulta, sottolineando l’importanza del lavoro avviato da Anci e Regione in questo senso. Mentre Agnese Carletti, sindaca di San Casciano die Bagni, si è soffermata sull’importanza di questa serie di incontri “perché il trasporto pubbliuco – ha detto – è uno di quei servizi che determinerà la sopravvivenza dei nostri territori”. È intervenuto anche il sindaco di Vernio Giovanni Morganti: "È importante che i piccoli Comuni facciano squadra, con l'aiuto fondamentale della Regione, per trovare soluzioni ai problemi delle aree più disagiate".
A chiudere i lavori l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, che ha ricordato le risorse stanziate dalla Regione per il settore: in particolare, ha menzionato il bando per la mauntenzione delle strade, che scade il 28 febbraio (qui le info) ed offre interessanti possibilità sopratttutto ai piccoli Comuni. Ceccarelli ha ribadito l’impegno concreto per non lasciare indietro quelle zone dove la domanda da parte degli utenti è bassa e non sufficiente per garantire un servizio di bus analogo a quello delle zone più densamente abitate.