"Alla Regione chiediamo un patto di ferro per il futuro della nostra regione. Il documento per i candidati alla presidenza della Regione che i sindaci hanno discusso oggi non è un esercizio di stile. È una serie di proposte immediatamente operative, che vorremmo diventasse parte integrante dei loro programmi e della loro azione. Stavolta più che mai chiediamo che i sindaci siano i soggetti protagonisti delle politiche per le nostre città e i nostri territori". È chiaro il messaggio del presidente di Anci Toscana Matteo Biffoni, che stamani ha aperto l'Assemblea regionale dell'associazione che si è tenuta sia in presenza al Fuligno di Firenze sia in videoconferenza, coinvolgendo oltre 150 tra sindaci e amministratori.
"Oggi, più di sempre, il ruolo degli enti locali risulta fondamentale per la ripartenza e lo sviluppo del Paese: non è più pensabile portare avanti le riforme e l’innovazione senza ascoltare la voce dei Comuni, che si sono dimostrati presidi solidi, affidabili, cardini del collegamento tra lo Stato, le Regioni e i cittadini. Più che mai capaci di dare voce e portare soluzioni ai problemi del Paese reale. I Comuni tutti, dal più grande al più piccolo, devono essere co-protagonisti a tutti gli effetti delle scelte che avvengono e ricadono sui territori.
E questo in tutti i settori, a partire da quello economico: in Italia oggi il sistema degli enti locali è il più importante investitore pubblico, con un quarto del totale delle opere realizzato da Comuni e Città metropolitane. Lo sviluppo economico, così come quello ambientale, urbanistico o sociale non sono meri settori tematici di programmi operativi, né solamente “obiettivi di spesa” da rendicontare a chiusura delle agende amministrative.
Anche perchè oggi, dopo l’emergenza, è proprio e soprattutto nel settore economico che si gioca il futuro della nostra regione. I dati Irpet sono impietosi: la Toscana è tornata alle quantità di produzione industriale degli anni Settanta. Con un crollo del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, registra una perdita superiore della media nazionale che è del 42,5%. Le previsioni sull’occupazione sono altrettanto preoccupanti.
Se non sapremo superare questa crisi, se le nostre imprese non riprenderanno a crescere, gli scenari che ci attendono saranno drammatici. Per i cittadini, le famiglie, i Comuni, i territori, per la qualità della vita in tutti i suoi aspetti. Senza una ripresa, per la quale la Regione dovrà investire, sono a rischio tutti i servizi, dalla sanità, alla scuola, al welfare. Se ne può uscire soltanto in un modo: insieme. Un concetto questo espresso tante volte in passato, ma che oggi assume un nuovo significato, un'urgenza e una necessità assolute. Che non possiamo permetterci di far restare solo sulla carta.
Quello che i Comuni propongono alla Regione è un ‘patto di ferro’ che ci porti fuori dalla crisi e che ponga le basi per un nuovo modello di collaborazione e di sviluppo per i prossimi cinque anni. Noi abbiamo il ruolo fondamentale di “aggregatore della rappresentanza e della domanda” dei Comuni e vogliamo continuare a sviluppare, insieme alla Regione, progettualità ed azioni sui territori, come abbiamo fatto, con soddisfazione di tutti, in questi ultimi anni. Riteniamo strategico il rapporto fra Regione e Anci Toscana in un’ottica di completa conoscenza e coinvolgimento dei territori e ampia pervasività delle politiche.
Coniugare sapienza e competenza, che hanno fatto della Toscana un simbolo di bellezza, natura, ingegno ed agricoltura di eccellenza, con innovazione, modernità, impresa e occupazione giovanile sarà la sfida che Comuni e Regione dovranno affrontare e condividere, con la capacità di cogliere tutte le opportunità offerte dalle politiche Europee e dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite"