Rendere permanente il Tavolo di lavoro sulle aree interne toscane e condividere con associazioni e sindacati un documento con indicazioni e proposte, per rendere ancora più efficace e puntuale la programmazione regionale. Sono queste le novità emerse dall'ultima riunione del Tavolo, che ha visto ieri una grande partecipazione e che ancora una volta ha ribadito l’importanza del ruolo di Anci Toscana per l’affiancamento e il sostegno ai Comuni sulla Strategia delle Aree interne, che in Toscana interessa sei territori.
Un impegno che scaturisce dal protocollo siglato con la Regione nell’agosto scorso, e che ha registrato oltre 80 incontri con sindaci e amministratori e decine di riunioni con gli stakeholders, associazioni e consorzi, che ieri hanno ribadito la volontà di continuare a collaborare, vista l’utilità del lavoro svolto fino ad oggi.
Il Tavolo dunque proseguirà anche dopo la scadenza del prossimo 31 maggio, quando scadrà il termine per la manifestazione di interesse che le amministrazioni interessate devono compilare per partecipare all'Avviso regionale ed accedere ai finanziamenti.
“Occorre superare la logica strettamente comunale ed operare a livello d’area - spiega il coordinatore del tavolo, l’economista Stefano Casini Benvenuti - coinvolgendo dal basso gli stakeholders (associazioni datoriali, associazioni sindacali, protagonisti vari dell’economia nei territori). Un protagonismo quest’ultimo che è emerso negli incontri che abbiamo avuto in questi mesi, tanto da rimettere al centro della discussione il tema della programmazione negoziata e la necessità di istituire un tavolo di lavoro permanente, con l’obiettivo di rafforzare questa logica di programmazione dal basso e che abbia come base di riferimento aree sovracumunali, come appunto le 6 aree interne della strategia. L’obiettivo potrebbe essere proprio quello di verificare come gli strumenti a disposizione della Regione debbano essere costruiti per adattarli ad un ambito territoriale diverso da quelli che fino ad oggi siamo abituati a trattare ma che può tornare ad essere importante se si riesce a superare quei limiti che negli anni trascorsi hanno indotto all’abbandono di quelle aree”.
“Con la Strategia Aree Interne - continua Casini Benvenuti - si punta a frenare lo spopolamento delle aree interne che è proseguito ininterrottamente nell’ultimo mezzo secolo. Perché questo accada è necessario non solo creare condizioni di vita più agevoli per quel 20% di popolazione che ancora vive in quelle aree, ma anche utilizzare al meglio quel 70% di territorio che non solo contiene potenzialità produttive, ma che se abbandonato finisce col generare danni crescenti in una fase storica contrassegnata dai cambiamenti climatici come è quella che stiamo vivendo”.
Ricordiamo che l’intesa Anci-Regione è stata siglata nel momento in cui sono nate tre nuove aree interne toscane: “Amiata Valdorcia - Amiata grossetana - Colline del Fiora”; “Alta Valdera - Alta Valdicecina - Colline Metallifere - Valdimerse” e “Valdichiana Senese”. Le tre nuove aree si sono aggiunte alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 “Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”. L’impegno di Anci Toscana nel settore trova riscontro concreto anche nell'help (attivo ogni martedì dalle 9 alle 17 fino al 30 maggio) e nello spazio dedicato sul sito istituzionale dell'Associazione (https://ancitoscana.it/aree-interne) che offre tutte le informazioni e gli aggiornamenti del settore: dalle norme agli appuntamenti, dai documenti agli studi.