Continuano i timori dei Comuni riguardo il Pnrr. Timori ribaditi ieri nella cabina di regia con il ministro Fitto da Anci nazionale, ed espressi anche dai sindaci dell’aretino nel recente incontro con il presidente di Anci Toscana Matteo Biffoni, che da parte sua aveva già scritto ai parlamentari toscani per sensibilizzarli sul problema.
Quello che i Comuni chiedono al governo è prima di tutto di mettere nero su bianco le fonti di finanziamento alternative per i progetti definanziati dalla revisione del Piano: il rischio infatti è quello di perdere non solo i fondi Pnrr, ma anche quelli dei fondi di coesione, se andranno a coprire le opere uscite dal budget Pnrr (con la richiesta che almeno non si utilizzi la quota regionale di tali fondi, ma soltanto quella statale).
Altro problema è quello che riguarda la liquidità di cassa. Anci chiede di anticipare il 30% dell'importo complessivo finanziato, per soddisfare le richieste delle imprese che si sono aggiudicate le opere. I Comuni vorrebbero che il governo rendesse automatico l'anticipo del 30%, rendendolo operativo con una norma ad hoc nel dl Pnrr a cui sta lavorando.