In Toscana, solo 63 Comuni su 276 hanno inviato i questionari Sose sul monitoraggio e revisione dei fabbisogni standard; e va poco meglio a livello nazionale, dove sono in ritardo più della metà delle amministrazioni, rispetto alla scadenza fissata il 21 gennaio scorso. Un ritardo che può costare caro: se i Comuni non ancora in regola non correranno ai ripari, rischiano la sospensione dei trasferimenti. Come stabilito infatti dal decreto che ha istituito il progetto fabbisogni standard, in caso di mancato rispetto del termine d'invio l'ente è sanzionato con il blocco, sino all'adempimento dell'obbligo di trasmissione dei questionari, dei trasferimenti a qualunque titolo erogati.
In realtà, il questionario rappresenta uno dei molteplici adempimenti che le Amministrazioni comunali debbono espletare e che provengono da fonti diverse come Corte dei Conti, MEF ecc.. E sebbene vi sia stata una semplificazione, il rispetto della scadenza risulta davvero difficile, anche perché cade in coincidenza con la chiusura dei bilanci di previsione. A questo proposito, come sottolinea il sindaco di Bagno a Ripoli e delegato per la finanza locale di Anci Toscana Francesco Casini, l’Associazione si sta attivando per formalizzare la richiesta di una diversa calendarizzazione, oltre che un alleggerimento degli adempimenti.
La cartina evidenzia chiaramente la situazione dei Comuni toscani (elaborazione Anci Toscana su dati Direzione centrale Finanza locale)