La posizione geografica di alcuni territori montani posti ai confini regionali, non può prescindere dal confronto con le politiche adottate dalle istituzioni confinanti. Spesso l’adozione di politiche locali si deve integrare e adattare alle politiche degli altri enti per garantire efficacia e non conflittualità. Da qui la necessaria elaborazione di politiche di confine che armonizzino norme, strategie ed azioni che consentano alle comunità di beneficiare della localizzazione geografica. In termini di viabilità, trasporti, scuola, sanità ma anche turismo, regolamentazioni specifiche di settore per la raccolta dei prodotti del sottobosco, in materia ambientale e delle politiche agricolo- forestali si rende necessaria l’organizzazione di momenti di confronto che possano agevolare e valorizzare le politiche locali. Si potrebbero promuovere tre eventi con i comuni interessati quali occasione di approfondimento e di scambio per definire i limiti e le potenzialità delle politiche di confine. SEZIONE IN COSTRUZIONE
L'agricoltura in montagna presenta un ruolo fondamentale per la corretta gestione del paesaggio, la conservazione della biodiversità, il contrasto all'abbandono e soprattutto per l'economia locale. L'agricoltura in queste zone è spesso elemento di sviluppo capace di integrare altri settori economici. Le attività produttive in queste zone sono rappresentate prevalentemente da micro aziende caratterizzate da una forte frammentarietà imprenditoriale che richiede sforzi di aggregazione ed integrazione delle azioni progettuali. Tali attività godono di una notevole estensione territoriale, su cui gli agricoltori si trovano a fronteggiareuna serie di svantaggi specifici: temperature più basse, un periodo vegetativo più breve, maggiori pendenze, insieme a una minore fertilità dei suoli e alla necessità di macchinari spesso più costosi, nonché tempi di lavoro più lunghi. Alla minore produttività si accompagna inoltre, la difficoltà di accesso, alle strutture di trasformazione, che comportano maggiori costi di trasporto e a minori economie di scala. Accanto alle criticità vi sono però dati positivi: la qualità delle produzioni dovute alle tecniche produttive adottate, al contesto ambientale, al benessere animale: l’unicità delle stesse rende più alto il prezzo e l’apprezzamento del consumatore.
La necessità di tutelare il trasporto nelle aree a domanda debole è richiamato, tra le altre indicazioni, dalPRIIM attuativo del PRS 2011-2015 approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 18 del 12 febbraio 2014, e prorogato ai sensi dell'art. 94 della Legge Regionale n. 15 del 31 marzo 2017, che prevedespecifiche azioni per il raggiungimento dell'obiettivo generale 2 "Qualificare il sistema dei servizi di trasporto pubblico locale", e, in particolare, l'obiettivo specifico 2.3 “Raggiungere livelli di accessibilità per iterritori a domanda debole di trasporto in grado di supportare un adeguato livello di coesione sociale”.Considerato infatti che l'azione 2.3 del PRIIM e il comma 3 dell'Art. 88 della stessa citata LR 65/2010prevedono, nelle aree a domanda debole, forme di integrazione del trasporto pubblico locale con il trasporto pubblico non di linea, il trasporto scolastico e il trasporto sociale al fine di meglio rispondere alle esigenze di efficacia del sistemi di trasporto pubblico e garantire la coesione sociale e territoriale anche in tali circostanze caratterizzate dalla scarsità della domanda.
La riforma del Sistema Sanitario Regionale necessita di una messa a punto anche dall’angolo visuale dei territori di montagna. I piccoli presidi ospedalieri possono e debbono trovare una identità più forte e più precisa nel modello di area vasta che si è recentemente affermato. Questo con l’obiettivo di garantire aicittadini delle aree periferiche servizi di prossimità modellati sui bisogni dei territori rafforzando al contempo il Sistema dell’Emergenza Urgenza. E’ necessario delineare, all’interno delle linee del nuovo Piano Socio Sanitario Regionale, un modello di welfare socio – sanitario disegnato sui territori, con particolare attenzione ai fattori di fragilità, reali e potenziali. Fra di essi la difficoltà a reperire personale medico e paramedico disponibile a prestare servizio nei territori interni, la fragilità e l’inadeguatezza delle strutture anche in termini di dotazioni strumentali.
La più grande sfida che abbiamo di fronte è una sfida di natura politica e culturale: interconnettere i grandi centri alle periferie montane nella condivisione di valori comuni. L’ambiente e il territorio forniscono servizi per tutti: acqua, energia, aria pulita ma anche spazi multidimensionali per il tempo libero. Bisogna monetizzare questi servizi spalmandone il costo su grandi quantità di cittadini in modo da renderlo singolarmente irrisorio. Dare valore alle risorse naturali: sviluppare sistemi economico sociali di monetizzazione delle risorse ambientali presenti (servizi eco sistemici). Anci Toscana sta svolgendo da anni un’attività di supporto al settore ambiente nella diffusione e nella promozione di azioni specifiche di incentivazione alle politiche ambientali e di corretta gestione del territorio, che integrano elementi socio economici: contratti di fiume, bandi rivolti alla biodiversità e alla tutela del’ambiente, alla promozione e diffusione delle energie rinnovabili e allo sviluppo della green economy.
La spesa, le cose di cui hai bisogno, ti possono essere consegnate a casa. Se tu non puoi muoverti, puoi essere raggiunto.
Chi è più a rischio, ora è più sicuro. Anziani over 75 con difficoltà a muoversi, persone affette da patologie croniche e che devono evitare luoghi affollati, non dovranno più uscire di casa: basta una telefonata per prenotare la propria spesa.
Questo grazie al lavoro dei nostri sindaci, al sostegno della Regione, al protocollo d'intesa tra noi, la Regione e le principali aziende della Grande distribuzione, nonchè alla preziosa e insostituibile collaborazione del volontariato e dei tantissimi esercizi di vicinato.

Ecco i numeri da chiamare nei Comuni interessati dal servizio classificati per provincia[/spoiler]