In attuazione della legge regionale sul governo del territorio e in coerenza con le strategie di sviluppo delle politiche europee, al fine di perseguire lo sviluppo urbano sostenibile ed il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, la Regione Toscana ha avviato un processo di rinnovamento della strumentazione di pianificazione dei comuni, in corso ormai da oltre 5 anni, nell'ambito del quale ha provveduto tra il resto a ridisegnare il perimetro del territorio urbanizzato al fine di contenere il consumo di suolo fuori di esso. Sullo sfondo, il quadro conoscitivo aggiornato e ricco del Piano paesaggistico regionale che ha delineato gli obiettivi, gli indirizzi e le prescrizioni sulla cui base sviluppare le nuove discipline urbanistiche.
urbane, quale principale mezzo per traguardare l'obiettivo dello sviluppo sostenibile. A tal fine ha dato seguito al Programma di finanziamento per interventi di rigenerazione urbana rivolto ai Comuni delle Aree interne della Toscana, approvato con DGR n.175/2019, che ha stanziato oltre 4 milioni di euro nel triennio 2019-2021 con cui sono stati finanziati 14 interventi in altrettanti comuni interni della Toscana. Ulteriori risorse messe a disposizione con DGR n. 80/2020, pari a oltre 6 milioni di euro, hanno consentito di procedere allo scorrimento della graduatoria degli interventi, finanziando ulteriori 21 progetti in 18 Comuni sul bilancio 2020-2022, per un importo complessivo pari a 10.636.000,00 euro.
Gli interventi finanziati nei territori montanti interessano nel complesso 28 Comuni (Monterotondo Marittimo, San Romano in Garfagnana, Anghiari, Sansepolcro, Cetona, Massa Marittima, Villafranca in
Lunigiana, Borgo a Mozzano, Marradi, Roccastrada, Vernio, Pratovecchio Stia, Arcidosso, Castel San Niccolò, Castelnuovo Garfagnana, Poppi, Barberino di Mugello, Santa Fiora, Barga, Fabbriche di Vergemoli, Chiusdino, Cantagallo, Caprese Michelangelo, Chianciano Terme, Mulazzo, Vaiano, Pontassieve) e riguardano sia la riqualificazione funzionale di immobili e aree degradate o in stato di abbandono, sia la valorizzazione di spazi aperti e di connessione urbana. Sono finalizzati ad aiutare i Comuni a migliorare e innovare il tessuto urbano, prevenire il degrado, recuperare aree 'critiche' ed immobili abbandonati o sottoutilizzati restituendo alla cittadinanza porzioni di territorio ed immobili appartenenti alla memoria collettiva, aumentando l’attrattività degli stessi, anche attraverso la valorizzazione delle economie locali. In particolare riguardano:
• la riqualificazione funzionale di immobili per funzioni a servizio della collettività (associazionismo, protezione civile e di servizio, ospitalità socio-assistenziale, funzioni culturali);
• la creazione di nuove polarità (valorizzazione museale, formazione professionale, mobilità sostenibile);
• il presidio “sociale” dei territori contro i fenomeni di abbandono (aggregazione sociale, ospitalità socioassitenziale e turistica);
• la valorizzazione di spazi aperti e di connessione urbana per rendere più attrattivo il territorio (realizzazione di spazi connettivi e per usi ricreativi, riqualificazione dei nuclei storici, miglioramento e riqualificazione della mobilità urbana, realizzazione di aree per lo scambio di mobilità).
Un ulteriore strumento regionale per la valorizzazione dei territori, è costituito dai Progetti di paesaggio, attuativi degli obiettivi del Piano di Indirizzo Territoriale con valenza dei Piano Paesaggistico, riconosciuti anche nel prossimo ciclo di programmazione comunitaria 2021-2027 del Quadro Strategico Regionale per uno sviluppo sostenibile ed equo (DGR n. 78/2020) come strumento possibile per lo sviluppo integrato e multifunzionale del territorio, nell’ambito dell’Obiettivo di Policy 5 - Europa più vicina ai cittadini, sulla Direttrice strategica 4 – Sviluppo locale e coesione territoriale.
I Progetti di Paesaggio si pongono quindi come strumento di allocazione delle risorse sui territori, finalizzati a individuare e valorizzare le potenzialità dei luoghi (partendo dagli aspetti identitari, ambientali, culturali e paesistici), rispetto le quali sviluppare specifiche progettualità multisettoriali e integrate in grado di favorire dinamiche di sviluppo locale. Ciò con particolare riferimento per le aree interne della Toscana e per il recupero dei borghi, al fine di contrastare i fenomeni di spopolamento e abbandono dei territori, anche mediante iniziative di tipo partecipativo.
Ad oggi i Progetti di paesaggio attivati dalla Regione sono 7 e interessano circa 60 comuni distribuiti nelle province di Arezzo, Siena, Grosseto, Firenze, Livorno, Pisa e Massa Carrara, di cui buona parte (39) aree interne.
Il primo progetto, Leopoldine in Val di Chiana, finalizzato ad incentivare il recupero, la riqualificazione e la valorizzazione del sistema insediativo della bonifica granducale della Val di Chiana, è già stato approvato (D.C.R n. 13/2020). Gli altri sono in avanzato stato di definizione: Ferro-ciclovie della Val d’Orcia, teso a valorizzare gli aspetti paesaggistici, storico-culturali, turistici, rurali ed ambientali dei territori dei comuni interessati dalla linea ferroviaria storica Asciano - Monte Antico; Territori del Pratomagno, finalizzato allo sviluppo dei paesaggi partendo dalla valorizzazione delle risorse locali; Isola di Capraia, per la riqualificazione e valorizzazione in particolare del territorio posto nella zona dell’ex-carcere e degli edifici dell’ex-colonia; I Territori del Mugello, per la valorizzazione del paesaggio caratterizzato dal lago di Bilancino; I Territori della Val di Cecina, finalizzato a valorizzare e coniugare gli aspetti legati alla fruizione lenta dei paesaggi della Val di Cecina lungo la linea ferroviaria Cecina- Volterra; I Territori della Lunigiana per la valorizzazione delle risorse paesaggistiche storico culturali, rurali ed ambientali legate al bacino del fiume Magra e all’Appennino Tosco-Emiliano a corona del bacino.
Le dinamiche in atto avvalorano la bontà di questo approccio, basato su progetti integrati, multisettoriali, di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio territoriale e del patrimonio edilizio esistente, anche attraverso meccanismi di aggregazione che superino i localismi. Al riguardo si ricordano le iniziative intraprese dalla Giunta, che ha finanziato i piani strutturali intercomunali, ai quali hanno aderito moltissimi comuni della Toscana, dando avvio a strategie di area vasta tanto da indurre una modifica normativa per introdurre anche i piani operativi intercomunali.
Un esempio attuale della validità di questo approccio è fornito dal Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQuA) che individua la rigenerazione urbana come fil rouge degli obiettivi del programma e che vede la Regione Toscana lavorare in una logica di sistema insieme ad Anci e ai Comuni per proporre idee, per intercettare risorse e per esprimere una progettualità in grado di garantire un più efficace utilizzo dei fondi a disposizione.
Con queste regole e questi strumenti la Toscana si farà trovare pronta ad affrontare le sfide che l’immediato futuro le pone innanzi.