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"Presenti al futuro: le nuove sfide per la montagna" - messaggio del Ministro Giuseppe Provenzano

"Presenti al futuro: le nuove sfide per la montagna" - messaggio del Ministro Giuseppe Provenzano

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Si riporta l'intervento del Ministro Giuseppe Provenzano, Ministro per il Sud e per la Coesione Territoriale, presentato dal Direttore di Anci Toscana Simone Gheri, in apertura della maratona on line sulla Montagna (26-27 novembre 2020).

In apertura del vostro seminario vorrei esprimere i miei migliori auspici per un buon lavoro, purtroppo impegni istituzionali concomitanti mi impediscono di partecipare alla vostra discussione che reputo importante e quanto mai necessaria.

Il tema dello sviluppo delle aree interne e montane del nostro Paese è in cima alle priorità del mio dicastero, come sapete siamo impegnati in questi mesi a rilanciare la Strategia nazionale delle Aree Interne, un progetto innovativo nel panorama europeo, che ad oggi interessa 1061 Comuni, organizzati in 72 aree progetto, sistemi territoriali in cui vivono più di 2 milioni di persone.

Con questa “sperimentazione” sono già in campo più di 1,2 miliardi di euro di investimenti in progetti che riguardano il potenziamento dei servizi scolastici, il rafforzamento della rete della medicina territoriale, la riorganizzazione della mobilità intercomunale e con l’esterno.

Inoltre stiamo lavorando sul fronte del sostegno allo sviluppo locale con interventi che riguardano l’agricoltura, la zootecnia, la filiera del legno, il turismo, la cultura, l’artigianato e la manifattura finalizzati a creare nuova occupazione, soprattutto giovanile.

La SNAI contribuisce allo sviluppo dei comuni montani con investimenti della politica di coesione (FESR, FSE e FEASR) che incidono sui seguenti settori: natura cultura e turismo (18,9%), agricoltura zootecnica (11,1%), energia (7%), creazione d’impresa (9,5%), servizi digitali (6,4%), sicurezza del territorio (3,8%), lavoro e formazione (2,6%), filiera del legno-bosco (2,2%).

Questo rilevante parco progettuale, strategicamente orientato, cioè tagliato sule esigenze a medio e lungo termine di ciascuna delle aree interessate, rappresenta un patrimonio conoscitivo a disposizione anche per definire le linee del dispositivo di crescita e resilienza collegato a Next Generation UE, in risposta alla grave crisi creata dalla pandemia Covid 19.

Ho dato mandato al nuovo coordinatore del Comitato tecnico che coordina SNAI di accelerare le procedure di spesa e chiudere nei termini la definizione dei documenti strategici in tutte le 72 aree.

Il nostro impegno per gli anni a venire di trasformare la SNAI da sperimentazione a vera e propria politica strutturale, per invertire definitivamente le dinamiche di spopolamento in atto, creando ragioni perché i giovani restino o ritornino a ripopolare le nostre aree interne e montane.

Vogliamo superare il trito stereotipo che vede in queste aree i luoghi del bel tempo antico, presepi dove passare qualche giorno di relax dalle fatiche quotidiane, per restituire ai cittadini che li abitano la dignità che spetta loro e un livello adeguato di servizi pubblici e di opportunità di lavoro.

Per questo scopo abbiamo già appostato consistenti risorse finanziarie nella legge di bilancio e altre risorse verranno dal nuovo ciclo delle politiche di coesione 2021-2027.

Il nostro obiettivo è adottare iniziative per attuare un serrato coordinamento tra le politiche nazionali e quelle europee per garantire lo sviluppo di questi territori, anche promuovendo la massima interazione tra aree interne/montane e urbane.

Riteniamo importante richiamare, a questo proposito, la necessità di collocare le legittime proposte che vengono dal mondo dei Comuni montani e interni in una logica di apertura e confronto con i centri di competenza nazionali e le città, secondo uno schema che qualcuno chiama di metro-ruralità o metro-montanità.

Siamo convinti che gettare un ponte fra aree interne, montagne e città sia quello che serve per valorizzare il territorio che fornisce servizi ecosistemici (acqua, aria, altre risorse naturali) alle città ed allo stesso tempo consentire alle città di riconoscere questo valore dei territori, sostenendoli con un interscambio di cultura e sapere.

La pandemia ci pone davanti le sfide della transizione ecologica e digitale e squaderna le molte questioni aperte sul fronte dell’equità e del riequilibrio territoriale.

Il mio auspicio è che anche con queste politiche si possano coniugare in futuro esigenze di sviluppo e di giustizia sociale, come la cifra di un nuovo paradigma di sviluppo per l’Italia e l’Europa.

Per concludere lasciatemi citare uno scrittore che amo molto e che so essere con voi questa mattina, Paolo Cognetti. Nel suo libro Le Otto Montagne c’è un passaggio in cui dice: “Se il punto in cui ti immergi in un fiume è il presente, pensai, allora il passato è l’acqua che ti ha superato, quella che va verso il basso e dove non c’è piú niente per te, mentre il futuro è l’acqua che scende dall’alto, portando pericoli e sorprese. Il passato è a valle, il futuro a monte.”

Ecco, io penso non ci sia augurio migliore per una riflessione sul ruolo delle nostre Aree Interne e Montane, guardando al loro futuro, verde, moderno e sostenibile.

Sono certo che dalla vostra discussione nasceranno stimoli nuovi per questo disegno.

Ultima modifica il Venerdì, 29 Gennaio 2021 15:14

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