E’ stato molto partecipato e denso di contenuti e proposte l’incontro che si è tenuto stamani a Montecitorio tra gli oltre 600 sindaci da tutta Italia e i rappresentanti di Parlamento e Governo. I lavori sono stati aperti dalla presidente della Camera Laura Boldrini; poi sono intervenuti su una serie di temi specifici i sindaci e i presidenti delle commissioni parlamentari interessate; infine hanno parlato il presidente di Anci Antonio Decaro, il sottosegretario De Vincenti e il ministro Alfano.
Dalla Toscana sono arrivati oltre 40 sindaci, guidati dal presidente e sindaco di Prato Matteo Biffoni.
"Quello dei Comuni è un patrimonio prezioso e plurale fatto di comunità, di territori, di culture, di linguaggio, è l'infrastruttura civile portante del paese ma allo stesso tempo è l'elemento più fragile e più esposto ai processi di trasformazione del nostro tempo, dal clima, all’immigrazione, alla crisi economica ed alla disoccupazione" ha evidenziato il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. Decaro ha rivolto un pensiero ai suoi colleghi delle Regioni colpite dal terremoto, che “hanno la drammatica consapevolezza di chi assiste al crollo di una storia, ma anche la voglia e la determinazione a non rassegnarsi per dare avvio alla ricostruzione fisica e morale delle loro comunità”. "In quei luoghi distrutti ci sono i beni e la storia di intera comunità, paesi che non devono e non possono morire - ha aggiunto Decaro - l'Anci è presente, dal 24 agosto, ed è questa l’occasione in cui l'Associazione si deve trasformare in una grande famiglia, pronta ad aiutare chi è in difficoltà. E’ un lavoro molto impegnativo ma – aggiunge il presidente Anci – ce la potremo fare se saremo sempre meno sindacato dei Comuni ma delle comunità, e sempre più sindacato della coesione nazionale”. Tuttavia, per fare tutto ciò "abbiamo bisogno di essere ascoltati e sostenuti, è necessario dotare i sindaci di nuovi mezzi", perché ci sono sindaci che “devono mettere a disposizione le loro auto per portare i bambini all’asilo, come quello di Zapponeta, primi cittadini che accolgono immigrati sul territorio senza risparmiarsi ma anche altri esposti ogni giorno alle intimidazioni”, ha aggiunto Decaro. Il presidente Anci ha ricordato che negli ultimi anni i Comuni hanno pagato un prezzo pesante, con misure di riduzione dei trasferimenti e con tagli, che hanno acuito le “differenze territoriali, tra Nord e Sud, tra aree urbane e centri periferici del Paese”. Ma questo trend si è ora interrotto con la legge di stabilità 2016 “che ha posto fine alla stagione dei tagli lineari, con importanti misure per i Comuni, come la fine del patto di stabilità”. “Il nostro auspicio è adesso quello che i Comuni vengano ascoltati dando vita ad una nuova Agenda urbana tra il governo ed i territori. Nello stesso tempo – ha concluso Decaro – riferendosi alla legge di bilancio in via di approvazione – chiediamo che vengano chiuse le partite finanziarie ancora aperte, “dandoci la possibilità di usare gli avanzi di amministrazione per effettuare investimenti e, soprattutto, liberandoci dai troppi vincoli che ci soffocano e che non ci permettono di aiutare i nostri cittadini ad esaudire i loro desideri”.
Tra i sindaci toscani è intervenuto il primo cittadino di Livorno e vicepresidente di Anci Toscana Filippo Nogarin. “Lo Stato sta facendo progressivi e sistematici passi indietro sul tema del welfare, e noi sindaci siamo lasciati soli in prima fila, a fare i conti con la rabbia dei cittadini che chiedono risposte” ha detto Nogarin. “Sappiamo tutti che il vecchio modello di welfare non è più sostenibile – ha aggiunto - ma questo non può tradursi in un disimpegno totale da parte dello Stato. Ai sindaci si chiede di risparmiare, lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo. Ma c’è un limite a tutto. Vorremmo che lo stato tornasse a fare politiche sociali attive, limitando il più possibile il ricorso al privato sociale. Noi facciamo nostra parte, ma se governo e regioni facessero lo stesso – ha concluso il sindaco di Livorno - il risultato sarebbe positivamente prorompente”.
I lavori sono stati chiusi dal ministro Angelino Alfano. “Non si può dire Italia senza dire campanile, senza dire piazza, municipio, comune, non si può dire Italia senza dire sindaco. Il sindaco è la homepage del nostro Paese. Il cittadino quando pensa allo Stato subito vede il sindaco. E’ il sindaco l’homepage della Repubblica”. “Pur essendo abituato a questi luoghi – ha aggiunto Alfano – provo emozione a vedere tante fasce in quest’aula. Voi sindaci svolgete il vostro mestiere in un tempo della storia che verrà ricordato come quello del più grande flusso profughi dalla Seconda Guerra mondiale, il tempo del più grande rischio terroristico dai tempi della Guerra Fredda, il tempo della più grande crisi economica e conseguente taglio di risorse”. Ed è sull’immigrazione che il ministro dell’Interno si è soffermato, ricordando dapprima la tragedia di Lampedusa di tre anni fa “quando decidemmo di non essere l’Italia dell’indifferenza ma quella della fatica e del coraggio. Un grande paese che non fa morire nessuno”. Alfano è poi tornato sul Piano dell’accoglienza pensato insieme all’Anci che servirà per “aprire una fase nuova in cui per ciascun comune ci sia la fatica giusta e sostenibile. Due-tre migranti per un comune di mille abitanti è un peso sostenibile e 20 o 30 per uno di 10mila si possono reggere. E' quello che stiamo chiedendo, non di più. Dovremo scegliere ancora una volta che Italia vogliamo essere per il futuro e se sceglieremo insieme sarà di certo un’Italia migliore”.
Prima di Alfano era intervenuto il sottosegretario alla presidenza del consiglio Claudio De Vincenti. "Oggi mi sento di dire a tutti i sindaci colpiti dal terremoto che non vi abbandoneremo, nel senso che condivideremo la sfida e l'impegno per il ritorno alla normalita'". Nel suo intervento, l’esponente di governo ha innanzitutto ringraziato Protezione civile, vigili del fuoco, alle forze dell'ordine, Forze armate e volontari, che “hanno dato una prova straordinaria di efficienza nel soccorrere le popolazioni". "Vorrei naturalmente ringraziare anche i sindaci dei paesi colpiti cosi duramente da questo terremoto, perché con loro - ha aggiunto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - si è stabilita una collaborazione straordinaria, come anche con i presidenti delle quattro regioni colpite. Si sta lavorando per mantenere aperte le prospettive del domani. Poi sempre con i presidenti delle regioni e con i sindaci stiamo lavorando - nonostante il colpo di maglio del 26 e del 30 ottobre, che ci ha ricondotti all'emergenza - per dare una solidarietà' fattiva. Voglio dire - ha sottolineato De Vincenti - che è attraverso questa collaborazione con noi, senza farci sconti, che tutti insieme possiamo risolvere i problemi che abbiamo davanti".
I lavori erano strati aperti dalla presidente della Camera Laura Boldrini. “La messa in sicurezza del territorio è la vera grande opera pubblica di cui ha bisogno l’Italia” ha detto - Anche il dramma del terremoto conferma che i Sindaci e i Comuni sono un riferimento indispensabile per tenere unite le nostre comunità”. E per questo motivo, in una breve rassegna dei temi all’ordine del giorno dei lavori, la presidente della Camera si è concentrata innanzitutto “sulla Legge di Bilancio, che proprio oggi inizia la sua discussione alla Camera, nella quale verificheremo la possibilità di raccogliere fin da subito alcune delle istanze più importanti dei Sindaci”. E sul tema dei piccoli Comuni, “un argomento tutt’altro che localistico e sul quale siamo già impegnati e vogliamo impegnarci di più, con l’obiettivo di salvare i piccoli Comuni dal rischio di spopolamento e considerarli un nostro patrimonio e un’opportunità, per coniugare cultura e saperi tradizionali con l’innovazione la green economy”.
Ci sono poi i temi del welfare, dell’ambiente, delle politiche di genere, insieme alle questioni che riguardano l’accoglienza e l’integrazione: “Rendiamo omaggio agli uomini e alle donne della nostra Marina militare, grazie ai quali l’Italia sta dando il meglio di sé. Ma la prima accoglienza non basta, bisogna rafforzare l’integrazione su tutto il territorio, con percorsi ben definiti che prevedano doveri e responsabilità. Altrimenti possono prevalere – ha concluso Boldrini – sentimenti di paura e rifiuto da parte dei cittadini, e questo i Sindaci lo sanno bene”.
Ecco i nomi dei sindaci toscani che, oltre a Biffoni, hanno partecipato all'evento:
GINETTA MENCHETTI SINDACO CIVITELLA IN VAL DI CHIANA
SIMONA NERI SINDACO PERGINE VALDARNO
NICOLO' CALERI SINDACO PRATOVECCHIO STIA
SERGIO CHIENNI SINDACO TERRANUOVA BRACCIOLINI
ALESSANDRO GHINELLI SINDACO AREZZO
SIMONA ROSSETTI SINDACO CERRETO GUIDI
GIACOMO CUCINI SINDACO CERTALDO
STEFANO PASSIATORE SINDACO DICOMANO
BRENDA BARNINI SINDACO EMPOLI
ALESSIO SPINELLI SINDACO FUCECCHIO
PAOLO MASETTI SINDACO MONTELUPO FIORENTINO
FEDERICO IGNESTI SINDACO SCARPERIA E SAN PIERO
LUIGI BELLUMORI SINDACO CAPALBIO
GIANCARLO FARNETANI SINDACO CASTIGLIONE DELLA PESCAIA
MIRANDA BRUGI SINDACO SEMPRONIANO
ROSANNA SOFFRITTI SINDACO CAMPIGLIA MARITTIMA
SANDRA SCARPELLINI SINDACO CASTAGNETO CARDUCCI
FILIPPO NOGARIN SINDACO LIVORNO
SARA D'AMBROSIO SINDACO ALTOPASCIO
LUCA MENESINI SINDACO CAPANNORI
UMBERTO BURATTI SINDACO FORTE DEI MARMI
PIER ROMANO MARIANI SINDACO SAN ROMANO IN GARFAGNANA
RICCARDO TARABELLA SINDACO SERAVEZZA
ANNALISA FOLLONI SINDACO FILATTIERA
ENZO MANENTI SINDACO LICCIANA NARDI
MATTEO MASTRINI SINDACO TRESANA
MASSIMILIANO GHIMENTI SINDACO CALCI
MARCO MARTINI SINDACO POGGIO A CAIANO
RAFFAELLA SENESI SINDACO MONTERIGGIONI
EMILIANO BRAVI SINDACO RADICONDOLI
EMILIANO SPANU SINDACO RAPOLANO TERME
GIACOMO GRAZI SINDACO TORRITA DI SIENA
ROBERTO MACHETTI SINDACO TREQUANDA