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Minori stranieri, Biffoni alla Camera: basterebbero poche risorse - ANCI Toscana

19 Ott

Minori stranieri, Biffoni alla Camera: basterebbero poche risorse

Audizione dell'Anci davanti al Comitato parlamentare Schengen

“Lo abbiamo detto anche ai ministri precedenti, non solo al ministro Piantedosi: va applicata la legge che risale al 2015. Torniamo a chiedere uno scatto di qualità sul tema al Parlamento tutto. Anci nella sua Commissione Immigrazione, alla presenza di 80 Comuni di diversa sensibilità politica, ha adottato un documento che mette in chiaro come dovrebbe funzionare l’accoglienza, in particolare dei MSNA, nel nostro Paese”. Così il sindaco di Prato e presidente Anci Toscana Matteo Biffoni, delegato Anci all’Immigrazione e Politiche per l’Integrazione, commenta le audizioni a cui l'associazione è stata invitata in sede del Comitato Schengen e della Commissione affari costituzionali della Camera. 
“Anci ha presentato emendamenti al d.l. n. 133 del 5 ottobre 2023 che riprendono le richieste che abbiamo già posto all’attenzione del Ministro dell’interno, Matteo Piantedosi – dichiara Biffoni – innanzitutto per chiedere un ampliamento dei posti SAI da dedicare ai minori stranieri non accompagnati, per ulteriori 5.000 posti. L’accoglienza di tutti i minori in prima battuta deve avvenire nei centri governativi di prima accoglienza,su cui deve avere competenza Ministero dell’interno. Non una novità, la norma lo prevede già all’art. 19 d.lgs del 142/2015, ma riteniamo che vada rafforzato, per incardinare la gestione dell’accoglienza in una logica ordinaria e solo successivamente i minori possono essere accolti nel sistema SAI, che va ad ogni modo ampliato, considerati i dati del fenomeno”.
“Ai Comuni titolati di progetti SAI deve essere riconosciuto l’impegno profuso nel fondamentale ruolo di contribuire al percorso di integrazione dei cittadini migranti – prosegue Biffoni – attraverso risorse che consentono di realizzare opere e servizi attesi dalla comunità accoglienti, oltre ad un rafforzamento per i servizi sociali impegnati nella gestione delle procedure annesse al SAI. Per le città di frontiera e di sbarco – continua – abbiamo chiesto particolare attenzione, oltre al sostegno economico, poiché su di esse grava un peso non indifferente e ci sembra giusto poterle mettere nelle condizioni di affrontare con maggiore serenità un fenomeno stabile. “Con poche risorse in più possiamo fare un lavoro migliore”, conclude Biffoni.

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