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I Comuni toscani diventano più verdi con i "centomila orti" - ANCI Toscana

12 Lug

I Comuni toscani diventano più verdi con i "centomila orti"

Lancio ufficiale del progetto dopo la sperimentazione. Chienni: "Funzione sociale e didattica"

"Anci Toscana crede molto in questo progetto e si è impegnata a diffonderlo il più possibile. L'esperienza degli orti urbani ha una molteplicità di significati, non è solo destinare un appezzamento di proprietà pubblica alla produzione di ortaggi, ma significa riqualificare spazi urbani con finalità sociali e didattiche. Un progetto che coinvolge più generazioni, che permette di fare aggregazione favorendo la trasmissione di competenze. La sperimentazione avviata nei sei Comuni pilota funziona benissimo: ora saranno coinvolte altre 68 amministrazioni (quindi per un totale di 74 enti), con tanti cittadini che verranno coinvolti nella gestione degli orti. Ringraziamo la Regione per le risorse che ha deciso di destinare al progetto". Lo ha detto il vicepresidente di Anci Toscana e sindaco di Terranuova Bracciolini Sergio Chienni, al lancio ufficiale del progetto "Centomila orti in Toscana", che si è tenuta della sede della Regione in piazza Duomo. Dopo la fase di predisposizione di tutti gli strumenti tecnici, gestionali e promozionali e l'avvio delle prime sperimentazioni concrete a Lucca, Siena, Livorno, Bagno a Ripoli, Grosseto e Firenze, il progetto è stato presentato a tutti i comuni toscani interessati, attraverso una iniziativa pubblica a cui hanno partecipato anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, l'assessore all'agricoltura Marco Remaschi, Claudio Del Re direttore di Ente terre regionali toscane, Giampiero Maracchi Presidente dell'Accademia dei Georgofili) e Roberto Scalacci direttore della direzione agricoltura e sviluppo rurale della Regione. 

Secondo il progetto, i singoli orti avranno una dimensione tra i 50 e un massimo di 100 metri quadrati;  i complessi di orti ne conterranno tra i 20 e i 100, mentre ai Comuni andrà un finanziamento compreso tra i 50mila e i 100mila euro, che rappresenterà circa l'80% delle risorse necessarie. Sono stati già stanziati 2 milioni di euro.  
Il "modello di orto urbano toscano" si configura come un insieme di appezzamenti di terreno (o di coltivazioni fuori-terra) collegati dentro un sistema in cui sono inseriti servizi, spazi comuni, punti di aggregazione ed in cui la presenza delle persone non si limita allo svolgimento delle cure colturali nel “proprio” appezzamento, quanto a condurre una vita sociale volta anche allo scambio di informazioni, all'aggiornamento delle conoscenze, al confronto con le altre persone e le altre generazioni. Gli orti potranno diventare anche punti di riferimento importanti per la coltivazione di germoplasma di antiche varietà locali e saranno collegati ad altre strutture dove possono essere condotti corsi di aggiornamento, riunioni, momenti di studio e di confronto, momenti conviviali. Un ruolo fondamentale sarà attribuito ai giovani : per questo l'iniziativa non solo fa parte di Giovanisì, ma verranno coinvolti anche l'associazionismo e le scuole.

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