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Sindaci e terzo mandato, Anci: "La partita non si chiude qui" - ANCI Toscana

Le Articolazioni tematiche di Anci Toscana, previste dall'art. 14 dello statuto, hanno compiti operativi e propositivi specifici. Sono istituite dal Comitato Direttivo che ne definisce il numero e le funzioni, mentre i responsabili sono nominati dal Presidente. Le articolazioni espressamente previste dallo statuto sono: la Conferenza dei Consigli comunali; la Consulta dei Piccoli Comuni; il Coordinamento Regionale delle Unioni di Comuni; il Coordinamento Anci Giovane e la Consulta per le politiche della montagna. 

23 Feb

Sindaci e terzo mandato, Anci: "La partita non si chiude qui"

Il presidente nazionale Decaro: una battaglia condotta in maniera unitaria

Il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, a nome del Consiglio nazionale dell’associazione dei Comuni italiani che si è riunito a Roma, ha commentato la votazione che si è svolta oggi nella Commissione affari costituzionali del Senato: “La partita sul terzo mandato per tutti i Comuni non si chiude qui – ha detto Decaro – perché l’ANCI non lascerà cadere questa battaglia, che abbiamo condotto sempre in maniera unitaria”.
“Dopo che, con il decreto Elezioni, è stato abolito il limite di mandati per i Comuni sotto i cinquemila abitanti e si è portato a tre il limite di mandati per i Comuni fino a 15mila – ha aggiunto il presidente dell’Anci – ci è sembrato logico e inevitabile che la stessa questione si ponesse anche per gli ultimi 730 sindaci (soltanto 730 sul totale di quasi 8000 in tutta Italia!) rimasti con il limite dei due mandati, cioè quelli dei Comuni sopra i 15mila abitanti. Adesso che viene riconosciuto quel diritto a tutti gli altri, la loro esclusione diventa una vera discriminazione: ingiusta, incomprensibile e probabilmente incostituzionale, visto che altera la parità fra i cittadini sia per quanto riguarda l’elettorato attivo che l’elettorato passivo. Come Anci – ha aggiunto Decaro – riteniamo che ci siano le condizioni per sollevare una questione di legittimità costituzionale delle norme attuali e chiederemo ai Consigli delle autonomie locali di proporre alle proprie Regioni impugnativa alla Corte costituzionale”.
Per il presidente dell’Anci, “la permanenza del limite solo sopra la soglia dei 15mila abitanti è irragionevole e crea situazioni insostenibili, come quelle di Comuni di popolazione quasi identica, magari distanti pochi chilometri uno dall’altro, i cui elettori non avranno però lo stesso diritto di confermare o meno il proprio sindaco. Noi abbiamo sempre seguito una linea assolutamente istituzionale nell’avanzare la nostra richiesta, con deliberazioni sempre assunte all’unanimità – ha proseguito Decaro – ma la risposta a questo nostro atteggiamento è stata deludente perché una scelta che dovrebbe essere dettata solo da valutazioni sul buon funzionamento del governo locale e sul rispetto di un diritto fondamentale del cittadino elettore è stata condizionata da una prova di forza fra tutti i partiti dell’arco costituzionale”. “Così – ha concluso il presidente dell’Anci – i diritti degli elettori di 730 Comuni italiani sono finiti ostaggi di uno scontro di Palazzo. L’opposto di quello che dovrebbe succedere. Questa è la politica che non guarisce dal proprio male e anzi lo aggrava, aumentando il distacco delle persone nei suoi confronti”.

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