Non a caso le organizzazioni istituzionali, operative nei diversi livelli della Pubblica Amministrazione, si interrogano da tempo su come intervenire per contrastare le diverse problematiche presenti in tali ambiti, sia dal punto di vista ambientale che socio- economico.
Che incontro/confronto può maturare all’interno dell’esperienza dei Contratti di Fiume con le tematiche della Montagna? Se pensiamo che il contratto di fiume mette intorno ad uno stesso tavolo tutti i soggetti pubblici e privati, allo scopo di definire in maniera congiunta, un programma di azione per la valorizzazione di un corso d’acqua e delle aree limitrofe, abbiamo già una parziale risposta. Al recente workshop organizzato dall’Osservatorio nazionale dei Contratti di Fiume, è stata giustamente posta l’attenzione sulla necessità di uscire dalla logica emergenziale, per favorire una gestione del territorio trasparente, diretta e semplice ed eventualmente giungere alla promozione di una nuova legge sul consumo del suolo ed a una fattiva valorizzazione delle aree interne. In questa logica è necessario far penetrare nella consapevolezza collettiva l’opportunità di dotarsi di nuovi obiettivi e orizzonti.
I Contratti di Fiume hanno le risorse per costituirsi quali utili strumenti operativi che partendo dallo scalino più basso della scala gerarchica, ovvero dalla conoscenza comune, possano dialogare con i più alti livelli della pianificazione e programmazione. E’ bene ricordare, infatti, che i Contratti concorrono alla definizione e all'attuazione degli strumenti di pianificazione di distretto a livello di bacino e sotto-bacino idrografico contribuendo, come strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata, alla tutela e alla valorizzazione dei territori fluviali insieme alla salvaguardia dal rischio idraulico.
In tale ottica l’Amministrazione regionale ha voluto negli ultimi cinque anni, favorire un processo di promozione e diffusione dei Contratti di Fiume, soprattutto in quelle zone caratterizzate da un alto valore ambientale e una notevole potenzialità, come appunto i territori montani. In questo percorso di sensibilizzazione, la collaborazione con ANCI Toscana ha portato alla diffusione capillare del progetto regionale, che contiene tra i suoi obiettivi anche la riqualificazione e la tutela del patrimonio storico- culturale delle di aree fluviali meno conosciute. Dal 2017 al 2021, con due Delibere di Giunta, sono stati approvati gli indirizzi per la diffusione dei Contratti di Fiume in Toscana, mentre i successivi decreti dirigenziali hanno definito le tempistiche e le modalità per la promozione dell’iniziativa, tramite bandi pubblici rivolti esclusivamente alle Amministrazioni Comunali. La partecipazione, testimoniata dalle numerose domande pervenute, ha dato la possibilità a molte realtà montane di attivare iniziative di particolare interesse che, si auspica, permettano la nascita di buone pratiche e inneschino un circuito virtuoso di iniziative in ambito fluviale.
I Comuni di Loro Ciuffenna, Stia e Pratovecchio, Seravezza, Massarosa e molti altri, hanno attualmente in corso attività volte alla sottoscrizione di contratti di fiume o di lago che hanno fatto conoscere, anche a livello nazionale, le potenzialità di torrenti e corsi d’acqua di diversa rilevanza idraulica, ma di identico valore ambientale, nonché dato la possibilità alle realtà locali di promuovere iniziative con ricadute positive anche dal punto di vista socio-economico.