Si riapre, proprio mentre sembrava avviata alla definizione, la storia infinita dei rimborsi statali per le spese di funzionamento dei tribunali anticipate fino al 2015 dai Comuni, e mai compensate dal ministero della Giustizia.
A fermare il meccanismo rimborsi forfettari previsti per i Comuni interessati in quanto sedi di uffici giudiziari è l'ordinanza n. 4809/2017 del Tar Lazio, che sospende il decreto di Palazzo Chigi di marzo con cui si era avviaIn pratica, la manovra dell'anno scorso e il decreto attuativo mettevano a disposizione 300 milioni; entro il 30 settembre i sindaci avrebbero dovuto presentare la richiesta per accedere ai fondi, che sarebbero stati distribuiti in proporzione ai buchi di ogni ente e rateizzati in 30 anni. La cifra però non è mai stata digerita dagli amministratori, che parlano di arretrati da 700 milioni anziché 300 e hanno ingaggiato battaglia.
Di qui il ricorso presentato da Ascoli Piceno, così come da altre città come Torino e Bologna, che ha prodotto la sospensiva. Per chiedere i rimborsi, infatti, i comuni avrebbero dovuto rinunciare entro fine mese a ogni contenzioso sul tema: clausola che il Tar giudica lesiva dei diritti di difesa. Il giudizio di merito arriverà a luglio 2018, ma la partita politica in vista della manovra si riaccenderà a brevissimo.
Pubblichiamo inoltre la nota Anci sul rimborso delle spese sostenute dai Comuni per il funzionamento degli uffici giudiziari. Pubblichiamo inoltre l’ordinanza del 15 settembre del Tar Lazio e la circolare del ministero della Giustizia.
(da Quotidiano Enti locali)
