“Mi rivolgo all’elemento costitutivo del Paese – ha continuato Gentiloni –, al tessuto costitutivo della Repubblica, alla rete che la tiene insieme. Le esperienze locali hanno sempre avuto un rapporto con il mondo. E’ stato così per secoli in cui i Comuni hanno rappresentato cultura e modernità a livello internazionale". Il premier ha quindi ricordato come “i sindaci sono protagonisti in tutto: della bellezza ma anche della fragilità del territorio. E per questo colgo l’occasione per ricordare la vicinanza del governo ai sindaci dei borghi così duramente colpiti del terremoto perché anche la tenuta di quei piccoli borghi fa parte del nostro tessuto democratico”.
Il presidente del Consiglio ha poi elencato i risultati ottenuti del confronto con Anci che “seppur reso difficile dalla crisi – ha sottolineato – ci ha permesso di mettere in atto una collaborazione competitiva ci ha fatto portare a casa dei buoni risultati dopo anni terribili”. Per prima cosa “l’operazione di ricucitura delle periferie. Ieri ho firmato le delibere che finanziano per intero il pacchetto di 120 progetti del bando periferie. Con questa operazione da 2,1 miliardi abbiamo cominciato un’operazione di ricucitura urbana. Grazie al lavoro fatto di concerto con Anci, poi, abbiamo finalmente superato il patto di stabilità – ha proseguito Gentiloni –, inserendo la regola del pareggio che, pur non essendo perfetta, libera in molti casi gli investimenti. Abbiamo superato la logica della spesa storica e fatto un passo avanti sull’armonizzazione dei sistemi contabili e sul fondo sui crediti di dubbia esigibilità”. Ultima questione in ordine di tempo e su cui Anci ha molto spinto è la legge sui piccoli Comuni, recentemente varata dal Parlamento. “Una legge finalmente approvata – ha detto il presidente del Consiglio -. Spetterà ora al governo rafforzarla nel corso dei mesi e degli anni prossimi perché parliamo di un pezzo dell’identità italiana che tutto il mondo ci invidia e che tutti noi dobbiamo difendere con le unghie e con i denti”.
Gentiloni ha poi accennato alla prossima legge di bilancio e alla fine della legislatura. “Sappiamo da quale crisi veniamo e sappiamo che i risultati ottenuti non possono essere dispersi. Al di là di ogni comprensibile tensione politica è nostro dovere mettere al primo posto l’Italia e l’impegno che io prendo davanti a voi sindaci è quello di una conclusione ordinata della legiaslatura”, che passa da “una legge di bilancio che non freni ma incoraggi la ripresa in atto. Non fare danni – ha rimarcato il presidente del Consiglio – , evitando una legge depressiva anziché di incoraggiamento. Non aumentare l’iva, non introdurre nuove tassazioni, concentrare le risorse, tuttora limitate, in alcune grandi operazioni come il lavoro, la lotta alla povertà, il sostegno alle imprese e la coesione sociale e territoriali. A questo lavoreremo”. “Sul piano economico – ha ricordato ancora – le macro cifre sono incoraggianti. E abbiamo forse imboccato la stratagia giusta per mettere ordine anche ai flussi migratori irregolari. Se avremo continuità in questo senso potremo dare alle politiche di accoglienza quel dialogo con i paesi di provenienza, indispensabile per non essere travolti da fenomeni senza controllo”, ha concluso Gentiloni. Leggi gli interventi dei ministri Giuliano Poletti e Claudio De Vincenti. e dei relatori del pomeriggio Giorgio Gori, Luca Della Bitta, Marco Filippeschi, Carlo Salvemini, Mattia Palazzi, Raffaello De Ruggieri, Virginio Brivio, Andrea Gnassi, Stefania Proietti, Renato Accorinti, Stefano Marcon, Luigi Brugnaro, Giuseppe Sala, Luigi de Magistris.
