Complice proprio la gelata delle assunzioni negli ultimi anni, infatti, soprattutto nei piccoli Comuni la spesa di personale si è asciugata anche in rapporto alle dimensioni del bilancio, per cui un ente su tre si ferma sotto la soglia fatidica del 24 per cento. Non solo: quando gli abitanti sono fino a mille, la possibilità di dedicare alle assunzioni tutti i risparmi prodotti dai pensionamenti è ormai generalizzata. L' incrocio di queste regole porta appunto a 3.146 il turn over al 100 per cento. Questa percentuale, è il caso di ricordare, si calcola sulle spese e non sulle "teste": e siccome in genere il costo medio delle buste paga di chi va in pensione è alzato da anzianità e progressioni, il numero di assunti può essere superiore a quello delle uscite. Questa conseguenza si fa sentire maggiormente dove le dimensioni sono maggiori, e si fa quindi ancora più interessante per Città metropolitane e Province.
Un altro emendamento approvato a Montecitorio, e presentato a firma di Lorenzo Guerini e Daniela Gasparini (ancora del Pd) fa ripartire le assunzioni negli enti di area vasta, che potranno mettere fine al congelamento avviato nel 2014 con la riforma Delrio (si veda anche Il Sole 24 Ore di venerdì scorso) presentando un «piano di riassetto organizzativo». E anche questa riapertura divide le amministrazioni in due gruppi sulla base del rapporto fra spesa di personale e uscite correnti. In questo caso, il parametro che divide "virtuosi" e non è un po' più basso, al 20 per cento. Chi si ferma sotto, dal prossimo anno potrà applicare il turn over pieno, mentre gli altri dovranno accontentarsi del 25 per cento. Province e Città, però, sono state alleggerite in questi anni di circa 20mila dipendenti, che si sono trasferiti in altre amministrazioni (le Regioni in primis) insieme alle funzioni pre-riforma. Anche per loro, insomma, la voce «stipendi» si è molto ridotta. Al calcolo si possono poi aggiungere i «resti assunzionali», cioè gli spazi di turnover non utilizzati (c' era il blocco delle assunzioni) aperti dalle uscite degli ultimi tre anni, con l' eccezione di quelle relative alla mobilità. Rimane solo il limite generale fissato dalla riforma, che rispetto alla situazione precedente ha tagliato del 50% la spesa di personale delle Province e del 30% quella delle Città.
