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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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22 Mag

Fusione Villa e Castignone di Garfagnana: referendum non decide

Risultati divergenti per i due Comuni, la decisione finale sarà del Consiglio regionale

A Villa Collemandina e Castiglione di Garfagnana il referendum consultivo sulla fusione dei due comuni finisce con un risultato divergente: decisamente a favore la maggioranza dei votanti di Villa, per quarantaquattro voti avanti i "no' invece a Castiglione. La valutazione del voto ora spetta al Consiglio regionale.

In particolare, su 3.153 elettori, alle urne nei due comuni si sono recati in 1.534, ovvero poco meno della metà degli aventi diritto: appena il 35,15% a Villa e il 61,30% a Castiglione. I "si" - che prevalgono nel totale per 815 voti contro 710 - sono stati rispettivamente 342 (63,93%) a Villa Collemandina e 473 (47,78%) a Castiglione di Garfagnana, mentre i "no" 193 (36,07%) e 517 (52,22%).

Si tratta del ventiseiesimo referendum dal 2012 ad oggi. Allora la Toscana contava 287 Comuni, che già in proporzione erano già molti meno che in altre regioni, effetto anche delle riforme settecentesche del granduca Pietro Leopoldo. Oggi sono 274, tredici in meno. A ciascuna fusione si è arrivati dopo un referendum consultivo. Fino al 2017 tredici volte hanno prevalso i sì e dodici i no. C'è chi è passato da gestioni associate di servizi e unioni di comuni, altri si sono fuse senza tappe intermedie e la Regione ha incentivato ogni volta la scelta con 500 mila euro l'anno (per cinque anni) di contributi straordinari, 250 mila euro per ogni vecchio comune. A queste risorse utili per dare fiato a progetti rimasti troppo a lungo nel cassetto o per tamponare tagli sui trasferimenti statali si sono sommate deroghe sulla spesa in bilancio e contributi statali straordinari, per dieci anni, pari al 50 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti per l'anno 2010, fino ad un massimo di 2 milioni per ciascun beneficiario.

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