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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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31 Mag

Investimenti, richieste fino al 16 luglio per il 'patto orizzontale'

La Ragioneria dello Stato ha aperto la piattaforma digitale per gli enti locali

I Comuni e gli altri enti locali avranno tempo fino al 16 luglio per inviare le richieste di «bonus» per gli investimenti attraverso lo scambio orizzontale di spazi finanziari a livello nazionale. Ieri la Ragioneria generale ha aperto la piattaforma informatica (all'indirizzo http://pareggiobilancio.mef.gov.it) per attivare questo mercato degli spazi di investimento: entro il 31 luglio la Ragioneria ridefinirà il quadro comunicando le correzioni agli obiettivi di finanza pubblica di ciascuno.

Il «Patto orizzontale nazionale», regolato dall’articolo 4 del Dpcm 21/2017), è quello che interviene per provare a completare le richieste di via libera agli investimenti finanziati da avanzi di amministrazione o indebitamento che non hanno trovato aiuto sufficiente nei meccanismi regionali. Per le amministrazioni che non hanno problemi a completare il programma di investimenti senza sforare il pareggio di bilancio, la possibilità è quella di cedere spazi di bilancio ottenendo un corettivo sui vincoli di finanza pubblica dei due anni successivi, che saranno abbassati ogni anno per una somma pari al 50% degli spazi ceduti. Gli enti in difficoltà possono invece ottenere nuovi margini di bilancio, compensando il tutto con un correttivo uguale e contrario che aumenta i vincoli di finanza pubblica nel 2019 e 2020 (anche in questo caso per una quota annuale pari al 50% della somma ottenuta). 
In prima fila, in base all’ordine di priorità fissato dal decreto di Palazzo Chigi, ci sono i Comuni fino a mille abitanti, poi quelli più grandi che hanno nei cassetti progetti esecutivi, completi di cronoprogramma; in questo secondo gruppo, a determinare l’ordine sarà l’incidenza del fondo cassa rispetto alla quota vincolata o alla quota libera dell’avanzo di amministrazione. Il senso, chiaro, è di attribuire spazi finanziari a enti che li possano tradurre in fretta in investimenti reali.

Proprio la mancata ripresa degli investimenti, del resto, rappresenta uno dei nodi strutturali irrisolti per la finanza pubblica locale. Sul punto, la spinta a cambiare le regole arriva dalle sentenze (247/2017 e 101/2018) che chiedono di liberare gli avanzi di amministrazione. Il cantiere è in corso, il riserbo dell’Economia è assoluto ma fra gli amministratori locali trapela l’ipotesi di introdurre da subito l’avanzo di amministrazione nei calcoli del pareggio, liberando i singoli enti dal vincolo disegnato dall’articolo 9 della legge 243 del 2012. Ma prima serve la formazione di un governo e del riavvio pieno dell’attività parlamentare.

(da Quotidiano Enti locali)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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