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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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07 Ago

Col Milleproroghe in arrivo due miliardi per gli investimenti

Le risorse destinate agli enti locali virtuosi e alle Regioni

In arrivo due miliardi per gli investimenti degli enti locali virtuosi e delle Regioni. A Comuni, Province e Città metropolitane sono destinati 140 milioni di euro per il 2018 (che diventeranno 320 nel 2019, 350 nel 2020 e 220 nel 2021) per favorire gli investimenti attraverso l' utilizzo degli avanzi di amministrazione. Per le regioni invece si sbloccano spazi finanziari pari a 500 milioni nel 2018 e altrettanti per l' anno prossimo. Le misure sono contenute nel decreto Milleproroghe approvato al Senato, che a settembre tonerà alla Camera per i definitivo via libera. Lo sblocco delle risorse 

La prima mossa sblocca un miliardo in due anni, che potranno essere utilizzati dalle Regioni e dagli enti locali del loro territorio. La dote più larga (176,4 milioni in due anni) va alla Lombardia, seguita dal Lazio (118 milioni) che precede la Campania (106,4) un gruppo di Regioni (Piemonte, Puglia e Veneto) che superano di poco gli 80 milioni. Il correttivo approvato a Palazzo Madama ufficializza una geografia che era pronta da mesi, ma era rimasta incagliata nella rete dell’attuazione e del cambio di governo. Per questa ragione l’emendamento cambia anche il calendario delle verifiche: i governi regionali avranno tempo fino al 31 ottobre per adottare gli atti sugli investimenti 2018, e fino al 31 luglio 2019 per quanto riguarda quelli dell’anno prossimo. Al 31 marzo di ogni anno, poi, dovranno certificare l’avvenuta realizzazione degli investimenti dell’anno prima.

Quando il problema non è nella lentezza dell’attuazione, a sollevarlo interviene la scrittura incerta delle norme, soprattutto sul terreno sempre minato dei rapporti di competenza fra Stato e Regioni. È quello che è capitato al maxifondo (9 miliardi per il 2018-19, 81 fino al 2033) messo in pista dalla manovra 2017 per i progetti che avrebbero intrecciato le (tante) competenze regionali. Il meccanismo è stato bocciato dalla Corte costituzionale perché non prevedeva l’intesa preventiva con le regioni, e ora il Milleproroghe “corretto” a Palazzo Madama sana la questione, prevedendo anche la possibilità di intese “postume” sui progetti già avviati.

Ma il tempo che passa lascia il segno e per questa ragione, oltre a spostare al 31 ottobre il termine per l’adozione dei decreti di Palazzo Chigi con la distribuzione delle risorse, l’emendamento rinvia al 2020 l’efficacia di due delibere Cipe dell’anno scorso. I fondi così liberati (460 milioni per il 2018-19, più altri 570 per il 2020-21) servono sbloccare gli «avanzi» dei Comuni, cioè i risparmi che sindaci e presidenti di Provincia non riescono a utilizzare senza sforare la regola del pareggio di bilancio. Anche in questo caso ci sono due sentenze della Consulta da rispettare, perché i giudici delle leggi hanno censurato le regole del pareggio di bilancio che non lasciano libero l’utilizzo degli avanzi di amministrazione.
La riforma a regime del pareggio è attesa nella legge di bilancio, insieme allo stanziamento di nuove risorse che dovrebbe arrivare anche dal blocco alla spesa corrente annunciato da Tria come obiettivo in Parlamento. Sempre che le pressioni su sanità, pensioni e dipendenti pubblici riescano davvero a essere tenute a freno.

(fonte: quotidiano Enti locali)

 

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