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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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05 Nov

Fusioni, l'11 e 12 novembre dieci comuni toscani al voto

Referendum consultivi per decidere se unirsi in cinque nuove amministrazioni

Cinque referendum consultivi per dieci Comuni che hanno scelto di fondersi, a due a due. Sono i Comuni di Asciano e Rapolano in provincia di Siena, Ortignano Raggiolo e Bibbiena nell'aretino, Montepulciano e Torrita di Siena ancora nel senese, Dicomano e San Godenzo nella provincia di Firenze, così come Barberino Valdelsa e Tavarnelle: questi ultimi per seicento anni uniti un comune unico, poi separati nel 1893 e di recente tornati a collaborare all'interno della stessa Unione comunale. I cinque referendum si svolgeranno in tutti e dieci i comuni domenica 11 novembre 2018 e la mattina di lunedì 12. 

Dal 2012 ce ne sono già stati altri ventotto:l'ultimo lo scorso maggio a Villa Collemandina e Castiglione di Garfagnana, con un risultato  divergente nei due territori. Sei anni fa la Toscana contava 287 Comuni, che già in proporzione erano assai di meno che in altre regioni, effetto anche delle riforme settecentesche del granduca Pietro Leopoldo. All'inizio di quest'anno  se ne contavano 274, tredici in meno come i sì che fino al 2017 hanno prevalso in tredici referendum.

Ci sono Comuni che sono passati da gestioni associate di servizi e unioni, altri si sono fusi senza tappe intermedie. La Regione ogni volta ha incentivato la scelta con 500 mila euro l'anno (per cinque anni) di contributi straordinari, 250 mila euro per ogni vecchio comune. A queste risorse utili per dare fiato a progetti rimasti troppo a lungo nel cassetto o per tamponare tagli sui trasferimenti statali si sono sommate deroghe sulla spesa in bilancio e contributi statali straordinari, per dieci anni, pari al 50 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti per l'anno 2010, fino ad un massimo di 2 milioni per ciascun beneficiario.

2018 fusioninovembre

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