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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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05 Feb

Effetto 'quota 100' nei Comuni toscani: 1.200 dipendenti in meno

Preoccupazione di Anci anche in vista dei nuovi compiti per il reddito di cittadinanza

Gli effetti di "quota 100" negli enti locali rischiano di mettere in seria difficoltà anche i Comuni toscani. Da una prima stima di AnciToscana, ci sarà un'ulteriore riduzione del personale che potrebbe coinvolgere circa 1200 unità; in media una diminuzione aggiuntiva, rispetto a pensionamenti 'ordinari', paria  -5,4% degli attuali dipendenti in servizio. L’effetto stimato di quest’emorragia per alcuni capoluoghi avrebbe numeri importanti: -200 dipendenti a Firenze, -40 a Lucca, -14 a Grosseto, -48 a Pistoia. Mentre per i Comuni più piccoli anche trovarsi con poche unità in meno avrebbe conseguenze nefaste per l'organizzazione del lavoro.  

Una situazione che preoccupa molto Anci: perchè alla diminuzione del personale corrisponde anche l'aumento dei compiti per la gestione delle pratiche relative al reddito di cittadinanza. Secondo i calcoli dell'Associazione, a livello nazionale quota 100 potrebbe portare in anticipo all'uscita dall'ufficio fino a 50mila persone in 12-18 mesi, cioè più del 10% del personale oggi in forza ai Comuni. "E' necessaria una norma transitoria per sopperire all'esodo"  ha detto Filippo Nogarin, sindaco di Livorno e vicepresidente di AnciToscana e di Anci nazionale; una richiesta avanzata anche ieri nell'audizione di Anci al Senato, dove è stato auspicata una maggiore flessibilità nel turn-over e “più spazio per la spesa del personale e per rendere meno rigidi i vincoli temporali legati alle regole pensionistiche, consentendo la facoltà di utilizzo tempestivo della capacità assunzionali dovute alle cessazioni programmate". 

E riguardo al ruolo dei Comuni rispetto al reddito di cittadinanza, è stato il presidente Decaro a chiarire la posizione di Anci: “I sindaci, che ben conoscono le situazioni di disagio sociale, sono a favore del reddito di cittadinanza, come di ogni strumento in grado di portare sostegno alle famiglie in difficoltà. Siamo contenti di essere coinvolti in questa misura, ma la sua attivazione richiede risorse umane ed economiche importanti. Abbiamo chiesto un incontro al ministro Di Maio per capire le possibili soluzioni ai problemi operativi che riteniamo si possano presentare”. 

Della difficile congiuntura per i Comuni ha parlato oggi anche il Quotidiano Enti locali: qui l'articolo.  

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