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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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STRATEGIE PRELIMINARI E TERRITORIALI

 

 

26 Mar

Mancato arrivo di oltre 560 milioni, Anci ricorre al Tar

"Quei soldi sono dei Comuni, a nulla sono serviti gli appelli a Governo e Parlamento"

Sono 563,4 i milioni che mancano all’appello dei Comuni, soldi con cui i sindaci erogano i servizi per le loro comunità. Ai Comuni questi soldi non sono stati restituiti (a differenza di quanto accaduto a Province e Città metropolitane), nonostante Anci abbia sempre chiesto al Governo e al Parlamento certezze e avanzato proposte ragionevoli di restituzione anche graduale. In assenza di riscontro Anci ha deciso di ricorrere al Tar, mentre altri Comuni hanno autonomamente presentato giudizio di accertamento in sede civile.
“Ricorriamo al giudice – ha detto nei giorni scorsi il presidente dell’Anci Antonio Decaro – per il ripristino delle risorse perché quei soldi sono nostri, ci spettano. Non ci è stata data alcuna spiegazione per cui non ci siano stati restituiti al termine del taglio stabilito per legge e che per legge doveva terminare nel 2019”.
E’ del 2014 infatti la norma che indicava come in tre anni dal 2014 (poi passati a quattro) il termine del contributo spettante ai Comuni “per la competitività e la giustizia sociale (dl 66 del 2014).
“Non possiamo permetterci di rinunciarci – le parole sempre di Decaro -. Quando si privano i Comuni di risorse, infatti, si costringono i sindaci a ridimensionare i servizi o a mettere le mani nelle tasche dei cittadini per poter mantenere gli impegni assunti con le persone che li hanno eletti”. 

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