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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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12 Set

Nuova Tari, come cambierà il sistema di calcolo delle tariffe

Due documenti di Arera che pongono le basi sulle novità per la tassa sui rifiuti

Novità in vista per la Tassa sui rifiuti: Arera (l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) ha posto le basi per quella che sarà la nuova Tari a partire dal 1 gennaio 2020, quando cambierà il metodo di calcolare la tariffa.

Il primo documento di Arera (n.351/2019/R/rif) illustra il primo metodo tariffario con cui saranno rideterminati, in una logica di gradualità e secondo criteri di efficienza, i costi riconosciuti per il biennio in corso 2018-2019; inoltre vengono chiariti i criteri per i corrispettivi Tari che verrebbero applicati agli utenti nel 2020-2021. Viene definito il perimetro della regolazione tariffaria: spazzamento e lavaggio strade, raccolta e trasporto, trattamento recupero e smaltimento, riscossione e rapporto con gli utenti. L'obiettivo, come avvenuto in precedenza nel settore idrico, è di introdurre una metodologia che definisca i criteri per la quantificazione delle tariffe all'interno di una regolazione di carattere asimmetrico, capace di tener conto delle diverse condizioni territoriali di partenza. Nello specifico, sono previsti quattro diversi tipi di schemi tariffari, nell'ambito dei quali ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace, a seconda dei propri obiettivi di miglioramento qualitativo, di sviluppo gestionale e delle peculiarità territoriali in termini di limite alla crescita annuale delle entrate tariffarie.

Il secondo documento (n. 352/2019/R/rif) è dedicato alla trasparenza e prevede un primo periodo di regolazione che – se sarà confermato dalle consultazioni – potrebbe andare dal 1° aprile 2020 al 31 dicembre 2023 per utenti domestici e no (ad eccezione dei Comuni sotto i 5 mila abitanti, per i quali si prevedrà un'applicazione più graduale). Per i gestori del servizio, inclusi i Comuni che li gestiscono in economia, diventerà obbligatorio predisporre e pubblicare online la 'Carta della qualità' e gli aspetti generali dei servizi. Gli utenti dovranno poi ricevere nei documenti di riscossione tutti i dati di sintesi sugli importi addebitati e il calcolo della tariffa, le modalità di pagamento, i recapiti e le procedure per i reclami, le informazioni sulle modalità di erogazione del servizio e sul raggiungimento degli obiettivi ambientali.

Da un punto di vista finanziario e contabile desta preoccupazione la disciplina per i crediti non riscossi. Il rischio è che Arera stabilisca un livello percentuale di accantonamento a fondo rischi per il gestore non sufficientemente alto da coprire i crediti inesigibili e che la grande parte del non riscosso sia posto fuori dalla Tari e a carico della collettività, in quanto la nuova contabilità impone l’accantonamento al Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (Fcde) anche per la Tari. Questo anche alla luce del fatto che la dimostrazione dell’inesigibilità da parte dell’ente avviene anche diversi anni dopo l’emissione del bollettino.

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