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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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15 Mar

Coronavirus, Biffoni scrive a Poste: dovete garantire il servizio

"Legittimo tutelare i dipendenti, ma non potete chiudere indiscriminatamente gli uffici postali"

Pubblichiamo le lettera che il presidente di Anci Toscana e sindaco di Prato Matteo Biffoni ha scritto a Poste italiane, contestando la decisione di chiudere unilateralmente oltre tremila uffici postali in Italia per l'emergenza Coronavirus, mentre quasi 2.500 apriranno tre gionri la settimana. Una scelta pesantemente penalizzante per i Comuni e per i cittadini, costretti a spostarsi anche fuori Comune per trovare un ufficio aperto. Ecco il testo della lettera, inviata per conoscenza ad AgCom e alle Prefetture competenti.

Facciamo seguito alla Vs. comunicazione in oggetto indirizzata all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in cui, a seguito dell'emergenza Corona Virus, comunicate, fra l'altro, una “rimodulazione delle aperture degli Uffici Postali”, disponendo sul territorio nazionale la chiusura di 3.350 UP mentre per 2460 viene disposta un'apertura a giorni alterni su tre giorni settimanali. A nome dei Comuni della Toscana che vengono pesantemente interessati dal suddetto provvedimento di chiusura, siamo a contestarne la legittimità e ad invitarVi a rivedere le ndecisioni assunte. Comprendendo l’assoluta esigenza di tutelare i vostri dipendenti, vi ricordiamo che il servizio universale postale rientra tra i servizi di pubblica utilità e che la Vostre società, quale affidataria del servizio, deve garantire a tutti i cittadini la possibilità di fruirne, indipendente da fattori come il reddito o la collocazione geografica. I provvedimenti di chiusura da Voi assunti determinano, specie in questo momento di emergenza, un grave danno alle comunità interessate che si troverebbero costretti a doversi spostare in altri Comuni o all'interno del Comune per trovare un UP aperto. Quanto sopra si pone in contrasto con i principi che hanno ispirato il recente DPCM 11 marzo 2020 che invita tutta la popolazione a contenere i propri spostamenti a ragioni di necessità, di lavoro o di salute, anche al fine di non creare assembramenti. Il minor accesso di utenti conseguente alle misure restrittive emanate per contenere la diffusione del contagio rappresenta un fattore che Vi consente di meglio gestire la sicurezza degli operatori e dei dipendenti della Vs. società che, ovviamente, rappresenta una priorità assoluta al pari della salute e sicurezza dei cittadini. Laddove le misure a tutela della sicurezza che elencate al punto 1 della Vostra comunicazione e quelle previste dal DPCM 11 marzo 2020 siano concretamente attuabili, riteniamo sia indispensabile continuare a garantire il servizio universale postale per non far mancare ai cittadini la possibilità di fruirne con il minor disagio possibile. Con la presente, pertanto, siamo a richiedervi di rivedere le decisioni di chiusura e ed effettuare tutto quanto necessario per garantire la continuità di funzionamento degli UP nei Comuni ove è prevista la chiusura, prevedendone solo la riduzione dei giorni e degli orari di apertura, per consentire la prosecuzione del servizio pubblico essenziale a voi deputato, sempre nel massimo rispetto delle misure disposte a tutela della salute e sicurezza degli operatori e dei cittadini. Con ogni ulteriore riserva ed auspicando la condivisione delle sopra indicate esigenze da parte di AGCOM e, conseguentemente, l'assunzione di conseguenti indicazioni nei confronti di Poste, restiamo in attesa di positivi riscontri.

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