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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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21 Mag

Abbruciamenti di residui vegetali, una nota chiarisce le competenze

Da Anci Toscana e Regione documento e opuscolo informativo

Anci Toscana di concerto con il Settore forestazione della Regione Toscana, ha realizzato una nota per chiarire il tema dell’abbruciamento dei residui vegetali. 

La legge e il regolamento forestale della Toscana, in linea con la normativa nazionale, disciplinano l’abbruciamento di residui provenienti da tagli boschivi, interventi colturali, interventi fitosanitari, potatura, ripulitura, ai fini del loro reimpiego nel ciclo colturale. In particolare, la norma dispone che: “Le attività di raggruppamento e abbruciamento in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro dei materiali vegetali (…) effettuate nel luogo di produzione, costituiscono normali pratiche agricole consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti, e non attività di gestione dei rifiuti. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata. I Comuni e le altre amministrazioni competenti in materia ambientale hanno la facoltà di sospendere, differire o vietare la combustione del materiale all’aperto, in tutti i casi in cui sussistono condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli, e in tutti i casi in cui da tale attività possano derivare rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana, con particolare riferimento al rispetto dei livelli annuali delle polveri sottili (PM10)”.

Ne consegue che la materia dell’abbruciamento, essendo una normale pratica agricola, è di esclusiva competenza regionale, così come la definizione dei periodi a rischio di incendio. Nel caso in cui invece vi fosse pericolo per la salute umana (come emissione di gas, vapori o fumi dannosi), il sindaco può emettere un’ordinanza per la tutela dell’igiene pubblica, disponendo il divieto assoluto di abbruciamento, soprattutto, se correlato al superamento delle soglie definite per il PM10. 

Qui l'opuscolo informativo

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