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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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06 Lug

Accoglienza, Biffoni: "I nuovi posti vengano dal sistema SAI dei Comuni"

"E' il miglior modello di cui dispone il nostro Paese. Il governo ci ascolti"

Nelle interlocuzioni che ANCI sta portando avanti con il Governo, è stata ribadita la richiesta di reperire risorse che possano finanziare i posti messi a disposizione dai Comuni nel SAI, ricorrendo solo in seconda battuta ad altre forme di accoglienza, quali la c.d. “accoglienza diffusa”, per la quale è previsto un ulteriore finanziamento dal c.d. “decreto aiuti”.
“Abbiamo esposto chiaramente alla Protezione civile e al Ministero dell’Interno la posizione di Anci e dei Comuni” ha dichiarato il delegato alle politiche migratorie di ANCI, sindaco di Prato Matteo Biffoni. “Come abbiamo detto fin dall’inizio, quello dell’accoglienza diffusa è un modello di cui l’Italia si è dotata da decenni, e si chiama SAI, il sistema dei Comuni e dei soggetti del privato sociale che lo gestiscono in partenariato con gli Enti locali. Un modello conosciuto ai territori, ampiamente sperimentato, da tutti riconosciuto come il migliore non solo in termini di risultati concreti per l’integrazione, ma anche di trasparenza e controllo”.
“Abbiamo chiesto, per questo, che i nuovi posti siano attivati tramite SAI, andando a finanziare tutti i posti messi a disposizione dai Comuni nei bandi di ampliamento della rete usciti nei mesi scorsi, illustrando le nostre ragioni e difficoltà: non si può chiedere ai Comuni di impegnarsi su altre forme di accoglienza quando ci sono dei posti, già proposti dagli stessi Comuni e velocemente usufruibili, peraltro sul miglior modello di cui il Paese dispone. Abbiamo registrato disponibilità in questo senso. Ne siamo contenti. Appena avremo elementi concreti in questa direzione ci muoveremo celermente, in coordinamento con tutte le parti coinvolte, per dare risposte a coloro che si sono attivati generosamente in questi mesi per dare accoglienza senza certezze di supporto pubblico.
Ringraziamo il Governo per la disponibilità al dialogo e al confronto e auspichiamo segnali netti di investimento e fiducia della rete SAI. Il Sistema può sicuramente essere migliorato, e stiamo lavorando in tale direzione, ma è necessario rimanere in quell’alveo. Abbiamo, infine, concordato un percorso per la distribuzione delle risorse a supporto dei servizi sociali. Ci aspettiamo in tempi brevissimi l’avvio delle procedure concrete di riparto”.

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