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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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STRATEGIE PRELIMINARI E TERRITORIALI

 

 

05 Mar

Demanio marittimo, colmare vuoto legislativo che penalizza i Comuni

Anci: vanno distinte le concessioni ad uso pubblico o non lucrativo dalle altre

“E’ necessaria quanto prima una iniziativa legislativa per colmare il grave vuoto normativo sulla determinazione dei canoni minimi per pertinenze e aree demaniali utilizzate dai Comuni a vario titolo, e dalle società no profit per attività sportive, ricreative legate alle tradizioni locali, svolte in forma singola o associata senza scopo di lucro e per finalità di interesse pubblico individuate e deliberate dagli enti locali territorialmente competenti”. Lo dichiara Luca Pastorino, presidente della commissione Turismo e Demanio marittimo dell’Anci.

La delega di cui all’art. 4, comma 2 lettera f) della legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 (L. n. 118/2022), risulta infatti scaduta lo scorso 28 febbraio, così come l’efficacia della norma (D.L.  n. 73/ 2021) che fissava, solo per il 2021, a 500 euro il canone minimo.  

“Occorre dunque – afferma Pastorino – un intervento urgente da parte del Governo su questo tema, che impatta sulle casse dei Comuni costieri e turistici, in quanto spesso essi sono titolari di concessioni di beni pubblici (passeggiate, depuratori, moli) che, oltre a dover sostenere gli oneri di manutenzione per la sicurezza, non traggono alcun ritorno economico dall’utilizzo di questi beni. E’ necessario distinguere tra le concessioni ad uso pubblico o non lucrativo da quelle da cui il concessionario trae un vantaggio economico, e contemperare adeguatamente gli interessi pubblici in gioco”.

 

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