Tra i Comuni che si sono rivolti alla delegazione toscana dell’Associazione dei Comuni ci sono, si legge sul Quotidiano Nazionale, quelli di Pisa, Siena, Firenze, Empoli, Calci.
Pisa è stato oggetto di un invio massivo da parte dell’Inps di oltre 180 note di debito per regolarizzazioni contributive, per un importo complessivo contestato di circa 1,3 milioni di euro; Siena ha circa 50 richieste di regolarizzazione per quasi 600mila euro; Firenze ha 180 pratiche da lavorare per quasi 2 milioni di euro; a Empoli ne sono arrivate, al momento, 15 in due mesi per 60mila euro. Infine, il Comune di Calci, in provincia di Pisa, il cui sindaco ha inviato una mail a Ministeri, Regione, Prefetto, Anci e ai suoi colleghi di zona, dopo una richiesta di verifica su varie note di debito per circa 60mila euro.
“Una cifra enorme per il nostro bilancio – afferma il primo cittadino Massimiliano Ghimenti nella missiva – che non sarebbe affatto giusto pagare se, come riteniamo, si trattasse di versamenti già effettuati e non registrati dall’Inps. Noi oltretutto avevamo già una «liberatoria» Inpdap per molti di quegli anni. Si tratta infatti di pagamenti fatti anche più di 30 anni fa, quindi è pressoché impossibile ritrovare negli archivi i documenti cartacei (…). Per fortuna grazie alla mediazione del Prefetto di Pisa, che ha accolto immediatamente il mio appello, si è creato un tavolo”
Pertanto, Anci toscana facendosi portavoce di questi problemi burocratici chiede a Inps di “togliere le sanzioni e soprattutto di non legare queste verifiche su vent’anni fa con il Durc. Non siamo di fronte a evasori. I Comuni e i sindaci sono pronti a collaborare, ma a condizione di non venire penalizzati senza motivo”.
