C’è sempre più bisogno del Coordinamento delle Anci regionali per offrire ai sindaci le risposte necessarie alle molte problematiche che si trovano ad affrontare. Dalle carenze delle risorse economiche, alla necessità di stabilizzare in via definitiva il personale impegnato nella ricostruzione post sisma, alla partita sul PNRR, al ruolo stesso delle Anci regionali nella filiera istituzionale con Anci nazionale, all’accoglienza dei migranti, sono tanti i temi di cui si è parlato ad Ancona nella Conferenza dei presidenti, direttori e segretari delle Anci regionali italiane. Per la Toscana hanno partecipato il presidente Matteo Biffoni e il direttore Simone Gheri.
Dopo gli interventi della 'padrona di casa', la presidente di Anci Marche e coordinatrice nazionale Valeria Mancinelli, di Mauro Guerra presidente di Anci Lombardia, di Enzo Bianco presidente del Consiglio Nazionale Anci e di Veronica Nicotra, segretaria generale di Anci che, è stata la volta di Biffoni, che è tra l'altro delegato nazionale Anci per l’Immigrazione: che proprio di immigrazione ha parlato lungamente. “Questo è un tema – ha detto - che non ha colore politico e che non andrebbe usato come tema da campagna elettorale”. “I numeri - ha aggiunto – dicono più delle parole. Pensiamo che nel 1’ trimestre abbiamo fronteggiato 6.800 arrivi di immigrati mentre nello stesso periodo nel 2023 sono già 27mila con la prospettiva di chiudere l’anno ben oltre i 100mila. Eppure, nonostante i cambi di governo, ciò che abbiamo scritto e chiesto a questo governo e al Ministro dell’Interno in carica Piantedosi sono molto simili, quasi analoghe, a quelle che chiedevamo nel 2011 all’allora Ministro Alfano”. “Così il sistema collassa, i posti non si trovano per allocare i migranti, le prefetture sono in difficoltà, le norme per il riconoscimento giuridico farraginose senza parlare dei 2500 minori non accompagnati arrivati solo da gennaio ad oggi che richiederebbero una trattazione ulteriore” – ha concluso Biffoni.
Nel corso della giornata sono intervenuti nei vari panel i direttori e segretari di varie altre Anci regionali: Emilia-Romagna, Liguria. Umbria, Abruzzo, Lazio, Veneto, Basilicata, Campania, Piemonte. La sintesi è stata di rimanere uniti, di proseguire sempre più compatti “perché - è stato detto – non c’è altra via possibile”.
