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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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16 Apr

Dl Cutro, Biffoni: "Gli emendamenti sull'accoglienza non servono"

"I richiedenti asilo fuori dal sistema? Non è una priorità. Il governo ascolti i sindaci"

I due maxiemendamenti presentati al cosiddetto Decreto Cutro, che porterebbero nuovamente i richiedenti asilo fuori dal sistema di accoglienza Sai “sicuramente non sono quello che serve ai sindaci e non sono certo sia la prima urgenza in questa situazione”. Lo dichiara il presidente di Anci Toscana, sindaco di Prato e delegato Anci all’Immigrazione, Matteo Biffoni. “Sono misure già sperimentate in passato – spiega – che non si sono dimostrate particolarmente utili nella gestione dei migranti sui territori, anzi spesso hanno complicato le cose, con ricadute negative in termini di degrado sociale, marginalità e insicurezza”.
Per il responsabile Immigrazione dell’Anci “le urgenze sono altre: minori non accompagnati, innanzitutto, ma pensiamo anche a misure che consentano di accorciare i tempi di rilascio dei permessi di soggiorno, che oggi sono lunghissimi, rallentando i percorsi di autonomia e regolarità amministrativa”. Biffoni ricorda poi che fino ad ora “I Comuni non sono stati interpellati ma penso sia sempre utile sentire la nostra voce, soprattutto quando si mette mano a misure che impattano sui territori”. “Stiamo ricevendo segnali di preoccupazione da parte del Terzo settore, e questo per noi non può andare bene, perché crea tensione e instabilità, visto il ruolo strategico che lo stesso ha nella gestione dei servizi territoriali e nella mediazione sociale”.
Il sindaco di Prato chiede quindi “un supplemento di riflessione a Governo e Parlamento e affinché non decidano da soli. Il tema è delicato, occorre muoversi con attenzione e cautela e ascoltando i sindaci che, a prescindere dalle appartenenze politiche, hanno a cuore il benessere delle comunità residenti sui territori. Eviterei fughe in avanti non ponderate su temi come questi e mi concentrerei sui problemi concreti”. 

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