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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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15 Giu

Personale, Anci al governo: subito soluzioni, a rischio apertura scuole e servizi

Necessario definire le questioni aperte nel decreto legge sugli enti locali

“E’ necessario definire con urgenza le questioni ancora aperte in materia di spesa e assunzioni di personale nei Comuni. Il rischio sarebbe altrimenti l’assoluta impossibilità per i Comuni di dare continuità ai servizi ai cittadini: parliamo dell'apertura delle scuole, dell'assistenza, e di tutti quei servizi essenziali che dovrebbero essere cari al Governo, visto l'impegno profuso su questi temi” (la lettera di Fassino e Bonaccini al governo e la nota tecnica Anci-Regioni). Lo afferma il vicepresidente dell’Anci, Antonio Decaro. Con lui il delegato Anci al Personale, Umberto Di Primio: “Ci troviamo – affermano - in una congiuntura economica e sociale che richiede invece di potenziare i servizi in settori importanti quali quelli della sicurezza, dell'immigrazione, dell'integrazione sociale, e più in generale impone l'innovazione dell'azione amministrativa. I imiti normativi di carattere finanziario hanno raggiunto un livello di complicazione parossistica, anche in seguito all'intervento di interpretazioni ancor più restrittive, di fatto paralizzanti, da parte della Corte dei Conti”.
“I Comuni, e paradossalmente chi ha ridotto di più la spesa corrente, si trovano a subire – aggiungono Decaro e Di Primio - un sostanziale divieto di procedere ad assunzioni a qualsiasi titolo, con un impatto devastante. Sia sui Comuni di minori dimensioni demografiche, impossibilitati già nell’anno 2016 a procedere al turn over di figure professionali necessarie come il ragioniere o il tecnico comunale, sia sulle grandi città, che non potranno neanche far ricorso a forme di lavoro flessibile o di esternalizzazione. Conseguenze ancor più assurde se si pensa che le penalizzazioni maggiori saranno a carico degli enti che negli ultimi anni hanno proceduto ad una riduzione sensibile della spesa corrente”.
“L'Anci – concludono -  ha già proposto le soluzioni normative necessarie per risolvere questa situazione , e torna a chiedere al Ministro Madia e a tutto  Governo di risolvere questi problemi nel decreto legge sugli Enti locali che dovrebbe essere emanato entro breve,  così come di risolvere la questione della mobilità del personale soprannumerario delle Province, in modo da ripristinare il regime ordinario delle assunzioni nei Comuni”. 
 

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