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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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01 Ago

Caos reddito di cittadinanza, Anci: "Si scarica tutto sui Comuni"

Decaro: evidenti errori. Il direttore Gheri: ne va della vita delle persone

“La questione della sospensione del reddito di cittadinanza è stata gestita con confusione e approssimazione. E’ vero che si tratta di una decisione annunciata già mesi fa, ma è arrivata senza alcuna comunicazione preventiva, senza misure alternative, basata su dati che non corrispondono alla realtà e con le piattaforme che non funzionano. Si è scaricato tutto sui Comuni, senza dare gli strumenti minimi per affrontare una situazione che è molto difficile e complessa". E' quanto afferma ildirettore di Anci Toscana, Simone Gheri, confermando le difficoltà sottolineate da tutti i sindaci, in primis dal presidente nazionale Anci Antonio Decaro. "Si tratta di una materia delicatissima, perchè ne va della vita delle persone - aggiunge Gheri - E non si tratta di una questione politica: in questo modo il governo sta mettendo in difficoltà tutti i Comuni, di qualunque colore. Mi auguro che vengano presi provvedimenti al più presto”.

Entrando nel merito, Decaro aveva spiegato: "C'è un evidente errore rispetto alla platea, perché l'sms della sospensione è arrivato anche a nuclei famigliari che non devono fare il percorso multidisciplinare con il Comune, ma sono persone che devono essere avviate ai centri per l'impiego; e c' anche un errore rispetto al metodo e al merito di quanto era scritto nel messaggio. A dire ad un nucleo famigliare che deve essere preso in carico dal Comune, sembra che il Comune debba sostituirsi al reddito di cittadinanza con risorse proprie dei Servizi sociali. Non è così". Infatti il presidente specifica: "La presa in carico è un progetto multidisciplinare che viene fatto su una platea di persone che non è attiva al lavoro e non ha nel nucleo famigliare minori, disabili od over 60. Quella platea, attraverso una piattaforma (che è la piattaforma del ministero del Lavoro alimentata dai dati dell'Inps) deve realizzare un progetto multidisciplinare con il Comune, per continuare a percepire il Rdc fino a dicembre. C'è tempo fino a ottobre per la presa in carico. Noi abbiamo cercato di prendere in carico tutti i nuclei famigliari già prima della scadenza dei 7 mesi, ma a piattaforma non viene alimentata quotidianamente".

 

 

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