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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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17 Giu

Le questioni poste da Anci al governo da risolvere al più presto

Il quadro delle criticità più urgenti e rilevanti della finanza locale su cui i Comuni attendono una risposta 

Pubblichiamo il quadro sintetico delle questioni più rilevanti presentate da Anci al governo sulla finanza locale e in attesa di una rapida soluzione.

"La gestione finanziaria degli enti locali in corso d’anno - segnala l'Anci - continua a richiedere interventi dettati da cause diverse e che presentano i caratteri dell’urgenza e della rilevanza. Anci ha da tempo trasmesso al Governo un complesso di richieste e rimane in attesa a tutt’oggi di una verifica in ordine al recepimento nell’emanando decreto legge. Fermo auspicio è che nelle prossime ore il Governo esamini le proposte anche attraverso un apposito confronto.
Richiamiamo l’attenzione sulle questioni più rilevanti che attendono soluzione.
Chiusura della partita sulla gestione e ristoro delle spese di giustizia. Mancano nelle casse comunali circa 600 ml, una parte di questi è in corso di erogazione e proponiamo una norma che consenta un ristoro ragionevole e che dia certezza contabile ai Comuni.
Poi c’è un tema delicato che merita attenzione, ossia la gestione degli obiettivi di Patto per il 2015. Ricordiamo che il 2015 ha imposto obiettivi positivi agli enti e non il pareggio e molti comuni, circa 150, non hanno rispettato l’obiettivo per far fronte a tipologie di spese che Anci chiede di escludere, quali interventi cofinanziati da fondi comunitari o da mutui BEI, pagamenti per edilizia scolastica, dismissioni societarie, ricalcoli o trattenute. E’ urgente la riduzione o l’eliminazione della sanzione, sia per i Comuni che per le Città metropolitane, che va accompagnata con una riforma della materia, perché d’ora in poi bisogna incentivare gli investimenti e non ostacolarli, attraverso regole chiare e stabili nel tempo.
Per le Città metropolitane chiediamo di riprendere il tema della valorizzazione del patrimonio immobiliare, favorendo la dismissione degli immobili valorizzabili, dopo l’insuccesso dell’operazione Invimit, così come chiediamo la possibilità di utilizzare gli avanzi per assicurare effettivamente gli equilibri e il pareggio di bilancio.
Chiediamo di migliorare gli strumenti di gestione del saldo 2016, anche a livello regionale attraverso il cd patto verticale, sempre puntando al sostegno degli investimenti locali e promuovendo una gestione più oculata e mirata in corso d’anno. Auspicio forte è che il Governo ascolti questa richiesta che risponde ad un interesse generale del Paese.
Chiediamo poi alcune correzioni rilevanti in materia di nuova contabilità e di semplificazione per i piccoli comuni. E va affrontato il tema rimasto inevaso nel 2016 della ristrutturazione del debito, come è stato in parte fatto per le Regioni, con l’obiettivo di diminuire la rigidità complessiva e il peso delle penali richieste per l’estinzione di mutui.
Altre previsioni sul versante delle entrate sono particolarmente urgenti e danno attuazione a precisi impegni assunti dal Governo sulla correzione degli effetti perequativi e di riparto di risorse residue. Così come riteniamo fondamentale realizzare una rivisitazione del regime in materia di dissesto e predissesto e infine alcune norme essenziali in materia di personale, i cui vincoli anacronistici e contraddittori rischiano di azzerare servizi essenziali, come nel caso della scuola’’.

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