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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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STRATEGIE PRELIMINARI E TERRITORIALI

 

 

30 Gen

Ddl Montagna, le prime proposte Anci a tutela dei Comuni

Riunione del Gruppo nazionale coordinato dall'Associazione toscana 

Continua e si fa più circostanziato e rigoroso il contributo dei Comuni al nuovo disegno di legge sulla  Montagna, provvedimento del governo particolarmente importante e atteso. Ieri si è tenuta una partecipata riunione del Gruppo Montagna di Anci Nazionale, coordinato da Anci Toscana, di cui fanno parte i rappresentanti delle diverse  Anci regionali coinvolte sul tema; l’obiettivo finale è quello di costruire un parere unitario sul nuovo testo del Ddl, per far valere la voce dei sindaci nel testo che andrà all’esame del Parlamento.

Un testo che riprende in gran parte la struttura di quello detto ‘Gelmini’ (mai arrivato al voto finale) che aveva già a suo tempo recepito alcune osservazioni del Gruppo Anci; “ma restano alcune criticità importanti - spiega la coordinatrice del gruppo e responsabile di settore di Anci Toscana Marina Lauri - come la classificazione dei comuni montani, gli interventi sui servizi (sanità, scuola e trasporti), il sostegno all'agricoltura di montagna ed i servizi ecosistemici”. Dall'incontro sono quindi emerse le prime proposte.  

Un punto particolarmente sentito è quello sulla classificazione dei Comuni, che non può basarsi solo sui criteri altimetrico e di pendenza: Anci chiede che "siano previsti altri criteri, che tengano conto delle diversità dei territori e rappresenti situati in territori di fondovalle o alle pendici delle montagne, che scontano, per evidenti condizioni di contesto (ambientale, economico e sociale), tutti gli svantaggi delle terre alte. In sintesi, va evitata ogni netta disparità tra alpi e appennini, anche al fine di scongiurare l’esclusione dei secondi dal beneficio della norma”.

C’è poi una proposta di carattere generale e riguarda il rapporto Città-montagna. “Come da sempre sottolineiamo in Anci Toscana - spiega Lauri - andrebbe resa chiara la necessità di una politica non più “per” per la montagna ma “con” la montagna. l’economia, l’industria e i cittadini che vivono nelle aree urbanizzate dipendono, per l’approvvigionamento alimentare, l’utilizzo dei suoli, le attività turistiche, l’energia, le risorse idriche, l’aria pulita e le materie prime, dai territori periferici. I servizi ecosistemici sono centrali per questo nuovo rapporto. L'elemento centrale da rafforzare all’interno della legge è quello del principio di sussidiarietà tra montagna e aree metropolitane, nella definizione delle politiche, delle strategie e della programmazione”.

Si parla poi dei servizi territoriali, che si chiede vengano progettati in modo innovativo. Secondo Anci “la nuova legge deve individuare i percorsi e gli strumenti necessari all’introduzione di criteri inversamente proporzionali alla popolazione nella progettazione e finanziamento dei servizi in montagna (come scuola e sanità); inoltre “andrebbe prevista la modalità di sviluppo delle produzioni agroalimentari di qualità di questi territori attraverso una legge specifica per garantire la gestione delle risorse ambientali, promuovere le filiere locali e garantire redditività alle aziende e occupazione locale”. 

Infine i trasporti: Anci  chiede che sia inserito nella legge siano inserite” norme specifiche con soluzioni innovative per le caratteristiche dei territori montani, superando le rigidità di settore”.

 

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