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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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13 Lug

Fassino resterà alla guida di Anci fino all'assemblea di ottobre

Ieri l'annuncio al Consiglio nazionale a Roma

"Al prossimo presidente chiedo di proseguire con quanto fatto in questi tre anni: un'attività di negoziato e di confronto con il governo per rappresentare solo tutti gli ottomila Comuni che l'Anci rappresenta, al di là delle appartenenze politiche. La rappresentazione caricaturale che troppo spesso si fa della nostra associazione può andare bene per le agenzie di stampa ma non per un'associazione che ha per obiettivo non essere a favore o pregiudizialmente contraria a questo o quel governo ma tutelare e rappresentare le esigenze di tutti Comuni italiani". Così il presidente dell'Anci, Piero Fassino, nella relazione che ha aperto il Consiglio Nazionale Anci, organizzato a Roma nella Sala della Protomoteca in Campidoglio.
"Tre anni - ha detto Fassino a lungo applaudito dai sindaci presenti - nei quali ho potuto confidare nel vostro sostegno e solidarietà e se ho potuto assolvere al mio mandato lo devo alla concretezza delle persone che mi hanno sostenuto e affiancato. E affinché Anci assolva alla sua funzione occorre partecipazione attiva e un presidente legittimato e riconosciuto nella sua funzione di sindaco". "In questo periodo - ha ricordato il presidente Anci - le decisioni sono state prese all'unanimità, ascoltando tutte le istanze e facendo una ‎sintesi tra le varie posizioni politiche, con l'obiettivo unico di negoziato per il buon funzionamento dei nostri Comuni. Spero che questa linea sia mantenuta perché se nel futuro si prendessero decisioni a maggioranza metterebbe a rischio l'autonomia e l'autorevolezza stessa di Anci".
Fassino, che rimarrà in carica fino all'assemblea di Bari che si terrà dal 12 al 14 di ottobre, è passato poi a ricordare quale sarà l'azione prossima dell'associazione, partendo dalla "piattaforma di proposte inviate al governo e, contemporaneamente, al Parlamento tranite un ciclo di incontri con parlamentari. Alle spalle ‎abbiamo un lungo negoziato che ci ha portato una legge di stabilità senza tagli dopo tanti anni e al superamento del patto di stabilità. Ma quanto ottenuto non esaurisce le questioni aperte, per questo abbiamo insistito per avere un decreto enti locali che ci dia soluzioni a questioni non risolte. Prima tra tutte il contenzioso sul ristoro ai Comuni delle spese pregresse sugli uffici giudiziari, un credito nei confronti dello Stato che sfiora i 700 milioni di euro. Chiediamo un ristoro, anche pluriennale, ma ci sia un percorso che consenta a ciascun Comune di potersi avvalere di crediti che gli spettano. ‎Poi il ristoro del gettito mancante sui terreni montani 2015, che presenta un importante divario tra stima e gettito". E ancora "le addizionali comunali su diritti aeroportuali che valgono circa 70 milioni di euro e che il ministero dell'Interno da tempo trattiene e non ci riconosce più".
Citando altri fronti aperti come la richiesta di una normativa chiara sugli imponibili Imu sulle piattaforme petrolifere, le modalità di riscossione della Tari, le norme su dissesto predissesto e le semplificazioni per i piccoli Comuni, Fassino ha concluso parlando delle Città metropolitane‎: "Abbiamo ottenuto due misure nella legge di stabilità precedente ovvero la sterilizzazione del taglio di 250 milioni per il 2016 e l'abolizione delle sanzioni economiche per le città che hanno sforato il Patto di stabilità. Ora però serve un provvedimento che consenta alle Città di arrivare senza difficoltà all'equilibrio di bilancio, magari potendo contare su una quota parte tramite le proprie dismissioni immobiliari".

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