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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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27 Lug

Acquisti centralizzati: "Ok alle novità, ma si tenga conto delle emergenze"

Il segretario generale di Anci Nicotra traccia il quadro della situazione al convegno sulla 'spesa trasparente'

“Il lavoro svolto in questi mesi ci ha permesso di definire una modellistica puntuale, che ora coinvolge a pieno anche le Città metropolitane, in virtù dell’avvio del nuovo sistema di aggregazione della spesa valido per il comparto dei Comuni. Ma questa importante riforma arriva in un momento molto delicato per le Città, che vivono una fase di emergenza che ha reso difficoltoso assorbire il nuovo sistema ed è legata soprattutto all’impossibilità di assumere nuovo personale. Per questo, come associazione, auspichiamo che il tema del personale venga affrontato e risolto con la prossima legge di stabilità, così come quello del taglio del 15% delle risorse a loro disposizione”. Lo ha affermato il segretario generale dell’Anci, Veronica Nicotra partecipando al convegno su ‘Acquisti trasparenti: la PA locale semplifica e spende meglio’, occasione per riflettere sull’avvio dal prossimo 9 agosto delle nuove regole sugli acquisti centralizzati, anche per gli enti locali, attraverso i cosiddetti soggetti aggregatori. Al convegno hanno preso parte, tra gli altri, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ed il Commissario alla Revisione della Spesa, Yoram Gutgeld.
Un sistema già introdotto nel 2015 per il settore sanitario e che ha riorganizzato la spesa pubblica, passando complessivamente da 35 mila stazioni appaltanti a 33 soggetti aggregatori che fanno riferimento a 14 categorie merceologiche. Mentre per i Comuni sono state definite cinque categorie specifiche: vigilanza armata, facility management, gestione immobili, pulizia immobili e guardiania.
Nicotra ha ricordato come il processo di riorganizzazione tocchi “uno dei principali versanti dell’autonomia che la Costituzione riconosce ai Comuni: quello della spesa. Per quanto riguarda quella per investimenti, il 2016 – ha riconosciuto il segretario generale – ha visto importanti risultati con il superamento del patto di stabilità e l’introduzione del saldo di competenza che ha permesso di modificare regole penalizzanti per gli investimenti locali. L’auspicio – ha aggiunto– è che, nonostante le difficoltà legate alla nuova disciplina sulla contabilità, si possano consolidare i risultati che già si intravedono per il rilancio degli investimenti e dello sviluppo locale”.
Analoghi passi in avanti si sono registrati sul fronte della spesa corrente. “Come Anci abbiamo dialogato da subito con il governo e con il commissario alla spending review Gutgeld, avvertendo la necessità di un cambio di approccio. Peraltro – ha rilevato Nicotra – anche su questo abbiamo avuto importanti passi in avanti, con l’ultima legge di stabilità che ha messo fine alla lunga stagione dei tagli lineari per i Comuni”.
Venendo poi allo specifico lavoro di riorganizzazione della spesa, il segretario generale Anci ha ricordato come, grazie alla collaborazione attiva fornita dall’associazione, sono stati individuati quattro modelli aggregati di acquisto centralizzato: nel primo “la Città Metropolitana svolge funzione di soggetto aggregatore su base regionale per solo una o più categorie merceologiche e sottoscrive un accordo con la centrale di committenza regionale mentre a Consip spetta per le restanti categorie”; nel secondo, sempre con riferimento alle cinque categorie merceologiche, “il Comune capoluogo di Regione – ha spiegato - supporta tramite sottoscrizione di un apposito accordo la Città metropolitana nella predisposizione e nella stesura della documentazione necessaria all’avvio delle relative iniziative di spesa, senza tuttavia trasferire il relativo personale”; ancora nel terzo modello “la Città metropolitana oppure il Comune capoluogo di Regione richiedono, tramite sottoscrizione di un apposito accordo, di avvalersi del Soggetto Aggregatore per l’espletamento delle procedure di acquisto per le categorie merceologiche”; infine, nel’ultimo modello, il Comune capoluogo di Regione – ha concluso Nicotra - trasferisce tramite sottoscrizione di un apposito accordo alla Città metropolitana di riferimento le funzioni relative all’espletamento delle procedure e alla gestione delle relative iniziative di spesa ed il relativo personale”.

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