Tutto proiettato verso il 2017 l’ultimo direttivo dell’anno di Anci Toscana, svolto ieri nella sede dell’Associazione sotto la guida del presidente Matteo Biffoni. E’ stato condiviso il piano delle attività, è stato adottato il budget economico e si è discusso della proposta di bilancio della Regione Toscana, con l’approvazione di un documento che mette nero su bianco le osservazioni dei sindaci.
A questo proposito, emerge la volontà dei comuni toscani di affiancare la Regione nel percorso di spendig review, e di fare sistema verso il governo per non ridurre le risorse per le autonomie territoriali; detto questo però, Anci “rimarca l’assoluta necessità che la Regione provveda a mettere in bilancio risorse utili per gli investimenti”: in particolare per consolidare gli incentivi per le gestioni associate, le unioni e le fusioni di comuni; nelle politiche per la montagna (con la ricostituzione del Fondo) e soprattutto nelle politiche sociali (a cominciare dal programma operativo regionale FSE di interesse dei comuni). Anci chiede inoltre “uno sforzo maggiore” per gli investimenti nelle politiche abitative e l'edilizia scolastica.
“Si tratta di impegni che, oltre a rappresentare delle urgenze, possono davvero contribuire fattivamente alla ripresa economica regionale” hanno sottolineato il presidente Biffoni e il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini, che ha seguito la concertazione istituzionale con la Regione.
Per quanto riguarda il piano delle attività 2017, sono emersi gli ottimi risultati del 2016 in tutti i settori operativi di Anci Toscana, che dovrebbero ulteriormente consolidarsi nel prossimo anno (incontri sui territori, rappresentanza, convegnistica, servizi ai Comuni, progetti europei e regionali, Scuola). Mentre le priorità politiche, come ha spiegato Biffoni, sono la definizione degli assetti istituzionali; il sostegno ai Comuni su fusioni e condivisione di funzioni, nonchè sui progetti Sprar; l’attività verso i piccoli Comuni e le aree marginali; nuovo assetto dell’agenzia formativa; proseguimento dell’integrazione con Uncem, Legautonomie e UPI; incremento del rapporto con la Regione.
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Ottimi i risultati del 2016. Le richieste più urgenti dei sindaci alla Regione
