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Anci Toscana ha sottoscritto un importante accordo con Regione Toscana per offrire supporto agli enti locali coinvolti, e allo stesso tempo per promuovere il confronto e la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tre nuove aree si aggiungono alle ‘aree pilota’ già attivate nel 2014-2020 e, grazie all’accordo con Anci, saranno supportate nella definizione di strategie per beneficiare delle risorse previste nella programmazione 2021-27 della politica di coesione e dei Fondi europei. La sperimentazione avviate con le aree pilota (“Casentino e Valtiberina”; “Garfagnana - Lunigiana - Mediavalle del Serchio - Appennino Pistoiese” e “Valdarno - Valdisieve - Mugello - Val Bisenzio”) sta dando buoni risultati e per questo è stata estesa a nuove coalizioni locali nella Toscana centro-meridionale.

 

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21 Feb

Sicurezza urbana e decoro, in vigore le nuove norme

I nuovi poteri dei sindaci: Daspo, divieti, multe, allontanamenti

Rafforzamento dei poteri dei sindaci in materia di sicurezza urbana con estensione della possibilità di emanare ordinanze. Misure a carico di chi impedisce l’accesso a stazioni e aeroporti, ma anche musei e parchi archeologici. Daspo cittadino per bloccare l’attività di spaccio nei locali pubblici. È in vigore da oggi il decreto legge n. 14 del 20 febbraio dopo la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 42. Provvedimento che va a costituire, con l’altro decreto legge andato in «Gazzetta» la scorsa settimana, ma operativo sul fronte deirifugiati solo da agosto, un dittico di interventi urgenti dei ministeri della Giustizia e dell’Interno.

Nel dettaglio, nei 18 articoli del decreto legge, trova posto un pacchetto di misure di tutela di luoghi particolari (stazioni, anche di autobus locali, porti, aeroporti, musei località archeologiche) nei confronti di chi intende impedirne l’accesso. Scatterà una tenaglia, i cui estremi sono individuati in una sanzione amministrativa da 100 a 300 euro e nell’allontanamento dal luogo in cui è stato commesso il fatto. Competente a infliggere i provvedimenti è il sindaco, mentre i proventi andranno a finanziare iniziative di miglioramento del decoro urbano.
Se le condotte però continuano e ne può derivare un pericolo per la sicurezza, allora a scendere in campo sarà il questore che disporrà il divieto di accesso per un periodo non superiore a 6 mesi (dovrà però individuare modalità compatibili con le esigenze di salute e lavoro della persona destinataria dell’atto). Il divieto però, quanto a durata, potrà essere esteso da un minimo di 6 mesi a un massimo di 2 anni quando chi nè è oggetto è già stato condannato in via definitiva o anche solo in appello per reati contro la persona o il patrimonio. Per questi ultimi reati poi, la sospensione condizionale della pena può essere subordinata al divieto di frequentazione di determinati luoghi.
Una sorta di cintura di sicurezza che potrà riguardare anche bar, ristoranti birrerie, locali aperti al pubblico: rispetto a questi luoghi infatti può essere disposto dal questore un divieto di accesso che colpirà le persone condannate nel corso degli ultimi 3 anni per la vendita di sostanze stupefacenti per fatti commessi all’interno o nelle vicinanze di locali pubblici. La misura dovrà essere compresa tra 1 e 5 anni e comunque il questore potrà anche prevedere l’obbligo di presentarsi almeno 2 volte a settimana presso gli uffici di pubblica sicurezza oppure negli orari di apertura delle scuole. Per la violazione dei divieti è stabilita una sanzione pecuniaria da 10mila a 40mila euro. Foglio di via obbligatorio e avviso orale, misure di prevenzione previste dal Codice antimafia (estesa anche la possibilità di ricorso al braccialetto elettronico nel caso di sorveglianza speciale), potranno essere applicate anche a chi trasgredisce i divieti di frequentazione dei luoghi previsti dal decreto.
Per chi sporca immobili o mezzi di trasporto, la condanna per imbrattamento (articolo 639 del Codice penale) potrà portare con sè anche l’obbligo di ripristino e ripulitura oppure il vincolo a sostenerne le spese.

(da Quotidiano enti locali)

 

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